Cleopatra – Regina dei Re

Cleopatra VII Thea Philopatore fu l’ultima regina d’Egitto. Regina dei Re fu la principale finanziatrice della politica di Augusto.

Nella Storia Ellenistica, forse, non è possibile trovare un popolo più ingarbugliato e riottoso degli alessandrini, ovvero gli abitanti di Alessandria d’Egitto.

La maggioranza delle persone può pensare che non ci sia differenza tra l’Antico Regno egiziano, fatto di piramidi e sfingi, e quello dei Tolomei. In realtà questi ultimi erano greci.

Cleopatra

Le tradizioni di facciata erano le stesse, Tolomeo fece di tutto per non infangare la memoria di colui che volle la costruzione della città e che era suo re e generale: Alessandro Magno.

La popolazione di Alessandria non è una di quelle che si fa governare con il bastone e la carota. Anzi, per lo più sembra che sia lei a prendere potere alla maniera che si usa con i ciuchi e prendere a calci il governante di turno.

Stanchi e stremati, i regnanti della dinastia dei Tolomei si trovano non solo a combattere con i regni dell’antico impero di Alessandro ma sono, molto più spesso impegnati a dirimere rivolte tra la popolazione.

Si sa, quando si è in mezzo alla tempesta ci si aggrappa alla cosa più salda che si trova a portata di mano. È più che una collisione con gli interessi di Roma, la vicenda dei Tolomei assomiglia più al voler mettere la mano in bocca al lupo e pretendere che lui non morda.

Era già accaduto, prima di Tolomeo XII Aulete che si arrivasse a trattare con Roma ma era stato un approccio quasi di amor cortese rispetto a quello che doveva ancora accadere.

Cleopatra

Tant’è che il suo predecessore aveva lasciato a Roma il regno in eredità ed era scoppiata, ancora, l’ennesima, rivolta.

Cleopatra nasce in questo clima rigoglioso di frutti ma incerto in tutto il resto. Dotata di un’intelligenza straordinaria, capì fin da subito che se voleva trattare con Roma doveva essere certa di poter mantenere tranquillo il suo regno.

La sua cultura era sconfinata, aveva studiato con ottimi precettori e dove loro non erano arrivati, completò da sola la propria istruzione. Parlava e leggeva in diverse lingue, la prima dei Tolomei a prendersi la briga di imparare la lingua della sua gente.

Ci sono molte cose che crediamo di sapere su questa donna, tutte frutto di mistificazioni posteriori.

Molti credono fosse bellissima, forse perché la Taylor ci ha raccontato una Cleopatra di una bellezza ultraterrena ma, per forzature storiche, tutti crediamo che per ammaliare un uomo ci voglia un aspetto più che gradevole. Non è una colpa, ce lo insegnano fin da piccoli.

Cleopatra era frutto di generazioni che si incrociavano tra di loro. Per genetica, il DNA si era talmente deteriorato che qualche piccolo problema era inevitabile.

“A quanto dicono la sua bellezza in sé non era del tutto incomparabile né tale da colpire chi la guardava; ma la sua conversazione aveva un fascino irresistibile, e da un lato il suo aspetto, insieme alla seduzione della parola, dall’altro il carattere, che pervadeva contemporaneamente i suoi colloqui, erano un pungiglione penetrante. […] Pochissimi erano i barbari con i quali trattava mediante un interprete; alla maggior parte dava da sé le risposte, come a Etiopi, Trogloditi, Ebrei, Arabi, Siri, Medi, Parti. Dicono anche che conoscesse la lingua di molti altri popoli, mentre i re precedenti non si erano sottoposti nemmeno ad apprendere l’egiziano e alcuni avevano dimenticato anche il dialetto macedone” – Plutarco. “Vita di Antonio”

Cleopatra
Fronte Tetradracma proveniente da Antiochia 36 a.C.

La sovrana era ricca, una stratega, era l’erede di Alessandro. Forse, una nuova Olimpiade.

Sappiamo che ammaliò Cesare. Ma non con il suo corpo.

Lo fece con il coraggio. Si fece arrotolare in un tappeto, o in un sacco, fino al cospetto di Cesare. Nel mezzo della lotta fratricida con suo fratello per il trono, lei sfidò la sorte. Inoltre, questo comportava una discreta faccia tosta: l’Egitto aveva aiutato Pompeo, ospitava ancora i gabiniani, Sesto Pompeo aveva soggiornato lì sotto la protezione della corona. Cesare avrebbe potuto distruggere il suo futuro in quel momento.

Lo fece con l’oro. Quello a Cesare serviva molto più di quanto ci si possa aspettare, visto che era indebitato fino al collo e la politica a Roma costava.

Lo fece con il Sapere. Alessandria, sede della famosa Biblioteca omonima, era la culla delle scienze e della cultura dell’Ecumene. Molte delle riforme che Cesare studiò per Roma, per renderla la capitale indiscussa del mondo, le dobbiamo alle persone che gli presentò la regina e che ebbe modo di incontrare alla sua corte.

Cleopatra

Tutti pensano che Cleopatra lo abbindolò con i costumi promiscui dell’Oriente. Tutti dimenticano che era Cesare: un abile calcolatore, un fine stratega e non un idiota.

Amor vincit omnia? L’amore vince su tutto ma non se in ballo c’è la tua vita. In realtà l’attrazione tra di due è da imputare al fatto che di donne così, a Roma, ve ne erano ben poche e sostenere una conversazione degna del suo intelletto poteva essere un evento raro.

A volte una comunione di intenti e ben più forte dell’amore.

Cleopatra, da Cesare, ottenne di poter mantenere il suo regno e la restituzione di Cipro.

Suo fratello morì affogato in una maniera piuttosto ridicola e tutti i nemici restanti, la sorella Arsinoe, vennero portati a Roma in catene.

Alla morte di Cesare, visto che sulla salute di Ottaviano non ci avrebbe scommesso nulla nemmeno l’ultimo dei barboni di Roma, Cleopatra sceglie Marco Antonio.

Cleopatra

Ai posteri Antonio figura come un uomo frivolo, rozzo e parecchio sciocco, ma molto innamorato della sua regina.

Tutto questo è vero se si esclude che fosse sciocco.

Antonio era stato cresciuto da una donna fortissima, aveva sposato Fulvia che non era una donnina dal carattere morigerato. Cleopatra era quanto di più simile a quello a cui era abituato: non riusciva a farne a meno.

Inoltre, quello che la regina poteva offrire ad Antonio era ancora quello che aveva offerto a Cesare e lui si illudeva di poter essere lo stesso uomo.

L’incontro dei due, a Tarso sul fiume Cidno, è memorabile. Lei arriva sulla sua lussuosa nave e si mostra a lui coperta da un velo e un filo di perle.

Ecco, con Antonio, la tecnica seduttiva servì molto di più ma anche l’aiuto contro i Parti fu di sollievo per il nuovo Achille, Dioniso o Alessandro.

Dovete pensare che Cleopatra non era una sprovveduta, come fece anche per Cesare, fece studiare Antonio in tutti gli aspetti della sua vita e, mentre Cesare non si era fatto trasportare se non dove voleva lui, Antonio si arrotolò nella tela e la sfoggiava come il migliore dei suoi mantelli.

Antonio era talmente pieno di antenati mitologici nel suo cuore che, alla fine, era un tantino confuso e troppo certo dei suoi mezzi.

I due giocavano con le sorti del mondo, con una quantità di denaro che farebbe impallidire i nostri scandali politici e con la pazienza di Ottaviano.

Il rapporto tra i due ebbe i suoi alti e bassi. Antonio per un periodo fu anche quasi certo di poter vivere la sua vita al fianco di Ottavia, la sorella del futuro Augusto.

Cleopatra
Rilievo dal Tempio di Hator, Dendera.
I due gemelli di Cleopatra e Antonio

Ma… come spesso accade, se Antonio voleva l’Oriente e poi Roma, Ottaviano andava eliminato e non poteva farlo con la sorella al suo fianco.

Se fosse stato facile unificare l’Oriente, renderlo docile, e sconfiggere i Parti del tutto, ora parleremo di un altro Impero.

Le campagne non andavano bene se non per qualche sporadico evento che diede modo ad Antonio di far credere di avere la situazione sotto controllo: la vittoria su Orode nel 38 a.C.

Cleopatra che aveva sovvenzionato le campagne di marco Antonio, esercitò il suo dovere di regina: pretese territori in pagamento. Era suo diritto.

Tecnicamente, quei territori appartenevano a Roma e Antonio non poteva disporne a suo piacere. Ma Ottaviano era impegnato a mietere successi ad Occidente e, ancora per il momento, non era interessato a stringere il cappio attorno al collo di Antonio.

Quando Antonio volle muovere guerra contro l’Armenia, rea di averlo tradito nella guerra ai Parti, Roma mandò aiuti irrisori e rispedì la moglie ad Antonio.

Giravano voci sul matrimonio, illegittimo per Roma, tra Marco Antonio e Cleopatra. In realtà, la cosa non è mai stata del tutto chiarita. L’unica testimonianza è in Svetonio (Vita di Augusto) in cui Antonio afferma che Cleopatra è sua moglie.

“Ma che cosa ti ha cambiato? Il fatto che mi godo una regina? È mia moglie! Ma non è da nove anni che ce l’ho? Tu vai solo con (Livia) Drusilla? Ti auguro ogni bene se, quando leggerai questa lettera non sarai andato anche con Tertulla e Terentilla e Rufilla e Salvia Titisenia e tutte le altre. Importa dove e con chi tu faccia l’amore?” Svetonio. Vita di Augusto.

Comunque, all’arrivo di Ottavia, Plutarco ci racconta che Cleopatra ebbe un crollo psichico credendo che Antonio l’avrebbe ripresa abbandonando lei.

Se la regina finse ad uso e consumo di Antonio questo non lo sapremo mai. Quello che è certo è che Antonio rispedì a casa Ottavia e questa gli lasciò gli uomini (era pur sempre il padre dei suoi figli).

Il rifiuto delle tradizioni di Roma fu il primo colpo assestato dal futuro Augusto.

Poi ci furono le Donazioni di Alessandria, in occasione del “trionfo” delle campagne di Antonio. In una scenografia degna del più grande Colossal hollywoodiano, come da costume egizio e a sfregio dei costumi romani, Antonio e Cleopatra (Dioniso e Iside) donarono ai loro figli le terre conquistate.

Antonio chiese il divorzio da Ottavia. Munazio Planco, fedele di Antonio, passò a Ottaviano portandogli il testamento del triumviro.

Questa fu la fine di Antonio. Il futuro Augusto strinse il cappio e non ci fu più nulla da fare.

Cleopatra seguì Antonio in ogni fase della guerra. Era uno dei suoi consiglieri, la sua finanziatrice, sua sposa e sua regina. Restò con lui fino all’ultimo, fino ad Azio nel 31 a. C.

Cleopatra
La battaglia di Azio
Lorenzo Alberto Castro 1672

La battaglia navale davanti al promontorio aziaco è una delle più conosciute della storia. Agrippa vinse, Cleopatra abbandonò il campo e Antonio, preso dal panico, perse.

Cleopatra cercò in ogni modo, facendo appello anche a Livia Drusilla e ad Ottavia che sapeva avessero molto potere su Ottaviano, di chiedere che il suo regno venisse risparmiato. Propose di abdicare e lasciare il trono in favore dei suoi figli.

Ma tutto rimase inascoltato.

Casarione, il figlio avuto da Cesare e cresciuto da Antonio, fu spedito nottetempo verso l’Etiopia ma sappiamo che Augusto lo fece trovare ed uccidere.

La morte di Antonio e Cleopatra è la morte più romanzata della storia ma la trama la scrisse Plutarco e la conosciamo secondo quello che lui scrisse anni dopo.

Ottaviano concesse a Cleopatra un solo incontro. Le concesse di seppellire Antonio con tutti gli onori .

Cassio Dione ci vuole far credere al fatto che la regina tentò di sedurre il conquistatore, mostrando il suo amore per Cesare e le lettere che si erano scambiati negli anni.

Mentre Plutarco ci racconta una Cleopatra sfinita e ammalata e abbigliata in maniera semplice e fuori dalle aspettative di Augusto.

Ottaviano cercò di rassicurarla sul futuro, le intimò di nutrirsi e di rimanere in salute. Promise di non accanirsi sui suoi eredi.

Cleopatra sapeva benissimo che sarebbe stata sfoggiata in una parata per il pubblico ludibrio. Lo aveva già visto quando cesare portò a Roma Arsinoe.

Tre giorni dopo, Dolabella fu inviato dalla regina per comunicare la partenza e lei chiese di poter portare omaggi alla tomba di Antonio.

Mentre lei consumava con il suo sposo l’ultimo pasto, Ottaviano ricevette la richiesta di essere seppellita con Antonio.

Il 12 agosto del 30 a.C. La regina fu trovata senza vita, attorniata dalle sue ancelle e le insegne reali. Ottaviano diede anche ordine di tentare di rianimarla ma non ci fu nulla da fare.

Plutarco ci racconta anche Ottaviano fu colpito dal coraggio e dal gesto della regina e questo le valse un funerale ricolmo di onori e degni riconoscimenti.

Come Cleopatra morì davvero resta un mistero entrato nella leggenda. L’aspide è una visione romantica del fatto, in quanto era il simbolo della corona Egizia ma è molto più probabile che il veleno fosse contenuto in uno spillone per capelli.

Anche nella morte la Regina, che aveva condizionato le sorti politiche di Roma dal 48 a.C. fino al 31 a.C., ebbe modo di fare la sua parte.

Tutta la politica di Augusto fu voltata a farne dimenticare l’esistenza ma lei rimaneva nei suoi figli cresciuti da Livia e senza tutto il suo regno Roma non sarebbe mai diventata la Roma di marmo di cui Augusto tanto si vantava di aver creato.

Volete saperne di più?

Alcune fonti:

Plutarco. Vita di Antonio

Svetonio. Vita di Augusto

Cassio Dione. Storia Romana

Marisa Ranieri Panetta. Le donne che fecero l’Impero.

Giovannella Cresci Marrone. Marco Antonio

Mariagrazia Evre Arena. Cleopatra.

Leggi anche: La tragedia di Medea nelle mani di Euripide e Seneca

 

 

 

 

 

Altea Alaryssa Gardini
Previous post Louisa May Alcott reporter in Italia
inquisizione Next post L’Inquisizione – le Crociate contro Satana