La vicenda sanitaria di Constance Lloyd, moglie di Oscar Wilde

Ve l’avranno detto sicuramente, sebbene la nostra sia in teoria un’epoca di progresso: “sei esagerata, rilassati.” Figuratevi cosa accadde a Costance Lloyd quando si ammalò.

Era fine Ottocento, lei era una donna colta e consapevole. Ma soprattutto era moglie di un condannato per omosessualità, persino famoso. Lui era Oscar Wilde. La gioia e la maledizione di Constance.

Constance Lloyd

La vita indipendente, la carriera e l’amore di Constance Lloyd

Constance Lloyd nasce a Dublino, il padre è un ricco avvocato e lei riceve un’educazione completa – che la rende giornalista – e l’eredità del nonno, che la rende indipendente.

Così, quando si trasferisce a Londra nel 1880 e incontra Oscar Wilde, non è tenuta a sposarlo per bisogno o convenienza: sceglie di farlo, perché se ne innamora.

Constance Lloyd

Constance Lloyd è bella, ha una mente brillante e gusti estetici marcati: non ha paura di indossare gli abiti che lei stessa disegna, pratici ed eleganti, ispirati all’estetica preraffaellita. E la stravagante casa londinese di Tite Street, in cui vivrà con il marito, l’ha arredata lei.

Constance Lloyd

Scriverà anche libri per bambini, che avranno un discreto successo; inquieta osservatrice di un mondo che cambia, seguirà più sentieri di ricerca spirituale, dall’ordine simil-massonico chiamato Golden Dawn al cattolicesimo, passando per il socialismo cristiano: insomma, Constance Lloyd è davvero una compagna per Oscar Wilde, non una moglie ombra.

Parliamo di una donna consapevole e volitiva.

Constance si avvicina al movimento pacifista e si dichiara femminista, continuando però a ritenere che lo sbocco ideale del percorso di una donna sia nel matrimonio e nella conseguente maternità.

Non c’è da sorprendersi: Constance amava davvero Oscar e continuerà ad amarlo e supportarlo anche nelle ore più buie di lui.

La crisi del matrimonio tra Constance Lloyd e Oscar Wilde

Non è una donna che si risparmia, Constance Lloyd, quando ama. Ma la sua vita non è semplice.

Man mano che la fama del marito aumenta, lui si trova sempre più circondato da perdigiorno scarsi in talento ma inclini alle provocazioni, che si atteggiano a emuli di Wilde senza averne le doti intellettuali. Condividono ancora molto, inclusi due figli molto amati, ma Constance e Oscar sono sempre più distanti.

Forse lei ha già capito che il marito è omosessuale, ma non se ne fa un problema fin quando Wilde non segue Alfred Boise Douglas tra vizi, scenate e sprechi, beccandosi in breve una denuncia per sodomia e una spiacevole incarcerazione.

Il processo è uno spettacolo messo in scena per solleticare la prurigine della società e per celebrare la caduta del dio provocatore.

Constance Lloyd ne soffre, ma non abbandona il marito. Lo supporta economicamente, lo va a trovare in prigione.

Tuttavia, quando lui viene scarcerato, gli chiede di rinunciare alla paternità perché lei e i figli possano rifugiarsi, con un nuovo cognome – Holland – sul continente.

Bisogna salvare il salvabile, ossia i bambini, perché Oscar Wilde è stato punito, ma la società dell’epoca ha esteso la condanna anche i suoi cari.

Ormai tutto è perduto e lui non si oppone a quella richiesta e comunque il suo primo pensiero è tornare di corsa da Alfred Boise Douglas.

Proprio in quella fase delicata e drammatica della sua vita, la salute di Constance si incrina del tutto.

Constance Lloyd

La malattia e la morte di Constance Lloyd tra ignoranza e pregiudizio

Una caduta dalle scale e la conseguente operazione scatenano e al contempo rivelano una patologia latente, all’epoca conosciuta solo in teoria, in pratica quasi mai diagnosticata: probabilmente si tratta di sclerosi multipla.

Negli anni precedenti, Constance Lloyd aveva sofferto di dolori alle braccia così intensi da bloccarla a letto e di episodi di zoppia che la costringevano a usare il bastone. Ma già nel 1893 c’erano state fasi di mal di testa invalidante.

Con il processo a Wilde e lo scandalo, la buona società ci vede chiaro più dei medici ed emette una diagnosi che è anche un verdetto senza appello: è sifilide, ovviamente.

Constance Lloyd

Ci vuole un articolo su The Lancet, nel 2000, per porre fine a questa diceria. E ci vuole la passione di un nipote che conserva le lettere di sua nonna e le analizza con i medici, per rendere giustizia alla sofferenza che ha piegato e poi ucciso una donna indomita. 

“People somehow never put two and two together and thought: ‘Why is a gynaecologist operating on her spine? […] He had totally wrongly diagnosed what was the matter with her – although the fibroids were there, even today, operating on fibroids … is dangerous. In those days … it was an extremely dangerous operation.” Merlin Holland, nipote di Costance Lloyd.

Quando Constance Lloyd cercava aiuto per le sue condizioni di salute, l’interlocutore non vedeva una donna malata ma la moglie di un celebre pervertito, infetta da mali innominabili o con l’utero in subbuglio per la sottrazione di ciò che un maschio s’era preso.

Otho, il fratello di Constance, è preoccupato perché riceve lettere disperate in cui è chiaro che la sorella sta perdendo le forze. Ormai è disposta a tutto.

In Germania le sue “nevralgie” vengono trattate con scosse elettriche e bagni che non le risolvono: Constance rientra a Genova, dove ha trovato riparo, ma è preda di paralisi facciali e dei tremori.

Sfinita, si affida alle cure di un chirurgo, famosissimo ma controverso: il ginecologo italiano Luigi Maria Bossi. All’avanguardia su certi fronti – introdurrà un dilatatore per i parti difficili, che prese il suo nome – era tuttavia seguace della teoria dell’isteria pelvica e noto per curare patologie neurologiche con operazioni ginecologiche.

Perché lì, sempre lì, si andrà a parare se tuo marito si chiama Oscar Wilde.

Che ci sia un tumore uterino a indebolire le gambe o che le ovaie vadano rimosse per bloccare la follia, bisogna operare.

Bossi apre la povera Constance il 2 aprile 1898. Quando la sutura, la sorte di lei è segnata.

Vomita continuamente, è scossa da dolori fortissimi e disidratata. Muore dopo tre giorni di agonia.

Il fratello Otho, furioso, vorrebbe denunciare Bossi ma viene dissuaso, perché Constance ha dato il suo assenso all’intervento. Venti anni dopo, il ginecologo Luigi Maria Bossi sarà sospeso per cattiva pratica.

Centosedici anni dopo, ci penserà Merlin Holland, unico nipote di Constance e Oscar, a concedere a sua nonna non un fiore, ma una diagnosi: studierà le lettere lasciate da Constance con tanto di peer-review e pubblicherà un articolo su The Lancet, scritto insieme ad Ashley H. Robins, specialista dell’Università di Cape Town, per dare un senso e una prospettiva all’ingiusta e tragica fine di Constance Lloyd. 

Vi interessa saperne di più? Seguite i Link qui sotto

https://www.theguardian.com/culture/2015/jan/02/death-oscar-wilde-wife-solved

https://www.thelancet.com/pdfs/journals/lancet/PIIS0140-6736(14)62468-5.pdf

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Sonia Morganti
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