Daphne Sheldrick

La pioniera del conservazionismo che scoprì come salvare gli elefanti orfani

 

Se ci soffermiamo puramente sulle date, la vicenda di Dame Daphne Sheldrick si può classificare come contemporanea, eppure la missione umana di questa donna sensazionale si intreccia alla grande Storia e segna anche il passo di un mondo il cui tempo scorre con urgenza e i cui confini non coincidono con gli Stati: quello del conservazionismo.

L’universo di chi per salvare la biodiversità si sporca veramente le mani.

 

Daphne Sheldrick

 

Da un secolo all’altro, dal Kenya a Buckingham Palace, la storia di Daphne Sheldrick.

Daphne Sheldrick è un esempio luminoso di donna del secolo scorso, che è riuscita da affacciarsi fino al nostro.

È morta nel 2018, dopo aver ricevuto il titolo onorifico di “Dame Commander of the Most Excellent Order of the British Empire” dall’altrettanto inossidabile regina Elisabetta II.

Ma era bambina negli anni Trenta, una piccola inglese nata in Kenya, che allora era colonia. 

It was quite by chance that my ancestors came to settle in Kenya. In the early 1900s my Great-Uncle Will was living a relatively prosperous life in the Eastern Cape of South Africa. His family – my great-grandmother was Will’s sister – had left rural Scotland for Africa in the mid 1820s.

Già questo pensiero strania e la colloca davvero in un’altra epoca: Daphne fa buoni studi, un buon matrimonio in età giovanile, ma c’è qualcosa di più forte di lei. La natura che la circonda la chiama molto presto. 

Animals were everywhere, their sounds, their scent, their behaviour part of the everyday fabric of life on the farm

E questa giovane signora dai bei vestiti anni Cinquanta non può fare a meno di salvare animali in difficoltà, soprattutto cuccioli rimasti orfani per via del bracconaggio.

 

Daphne Sheldrick

 

La piccola Daphne Sheldrick e gli animali selvatici.

D’altronde, la vocazione conservazionista aveva bussato alla sua porta quando lei aveva quattro o cinque anni, in forma di un piccolo di antilope orfano.

Per essere precisi, si trattava di un cucciolo di tragelafo striato.

Ma per la piccola Daphne era un fratellino a quattro zampe. Subito però Bushy – la creatura viene chiamata così – le mostra di essere diverso da un gattino e, soddisfatto il bisogno di cibo e protezione, di chiedere altro.

… wild animals are wild animals, more ancient and sophisticated than us. Knowledge vital to survival is instinctive (…) In hand-raised animals, however, natural instincts lie latent, so they must be honed by…

L’inizio della Seconda Guerra Mondiale le impartisce una nuova lezione, questa volta particolarmente dura. Le truppe britanniche e keniote, così come i prigionieri italiani e tedeschi, devono nutrirsi.

E il padre, amante degli animali come lei, è costretto dall’esercito a cacciare una quantità spaventosa di bestie selvatiche in quello che, prima della guerra, era un paradiso brulicante di fauna: il Selengai.

Davanti agli ordini bellici non c’è scelta. La piccola Daphne, futura Dame Sheldrick, ricorderà la meraviglia della vita da campo e l’orrore di quelle stragi di creature innocenti, in particolare zebre, sacrificate anch’esse alle “necessità” guerra.

Che è cosa umana e come tutte le cose umane termina.

 

Daphne Sheldrick

Una giovane donna nel Kenya che cambia

A 19 anni Daphne è già moglie, ma non è ancora la signora Sheldrick.

Nel suo libro An African Love Story: Love, Life and Elephants ci racconta le sue nozze tradizionali e molto anni Cinquanta con il primo marito.

Non durerà, perché Daphne conoscerà David Sheldrick, che definisce sua anima gemella, e divorzierà in un’epoca e in una situazione in cui tutto ciò non era affatto scontato. Intanto anche il volto del Kenya cambia.

Daphne Sheldrick

Lo fa lentamente ma inesorabilmente per via della ribellione dei Mau-Mau.

Inizia con riunioni segrete in cerca di sostegno, piccoli furti e poi rituali di appartenenza particolarmente cruenti. Si arriva agli attacchi a bestiame e proprietà dei bianchi.

Venti di libertà soffiavano già: si era iniziato con la Kikuyu Central Association, da cui poi erano scaturite il movimento dei Mau-Mau, braccio armato di guerriglieri, e la legale Kenya African Union. Dietro entrambe, di certo parte della seconda associazione in maniera palese, c’era Jomo Kenyatta, futuro primo presidente del Kenya.

 

Daphne Sheldrick
David Sheldrick

 

La repressione britannica è durissima e include campi di concentramento per i ribelli. In questo contesto turbolento, di cui non riesce a concepire la violenza, Daphne trova la sua realizzazione di donna al fianco di David Sheldrick, per la salvezza degli animali e insieme a persone di buona volontà.

Daphne Sherldrick vede il Kenya cambiare con lo stesso spirito con cui studia le creature che cerca di proteggere: ascoltando, osservando, con il cuore aperto.

D’altronde, senza questo talento, non avrebbe dedicato la sua vita alla conservazione della fauna. Ed è qui che Daphne Sheldrick, che ha fatto parte della Storia, entra nella leggenda.

 

Daphne Sheldrick

 

Contro i bracconieri, perché gli elefanti non diventino “storia”

Quella dovuta al bracconaggio è una strage spietata. Gli elefanti avvelenati o feriti vengono lasciati in agonia per giorni. Animali sociali e profondamente intelligenti quali sono, condividono questi momenti atroci con i loro amati. Spesso i cuccioli muoiono di dolore o per la lunga agonia dovuta all’assenza del nutrimento appropriato. 

I wish those responsible for this could suffer just a little of the pain that has been paid for their ivory trinkets”. David Sheldrick

I piccoli elefanti hanno bisogno di nutrirsi a lungo di latte materno: sebbene l’istinto indichi loro cosa mangiare, il loro digerente non è ancora pronto ad assimilare vegetali né il loro sistema immunitario riesce a fronteggiare le infezioni senza gli anticorpi materni.

Daphne Sheldrick inizia a salvare queste creature orfane insieme alla sua famiglia e, dopo numerosi tentativi non sempre coronati da successo, riesce a trovare la formula giusta per nutrirli.

Tutti i tipi di latte artificiale infatti erano troppo poveri di nutrienti o inadatti a proteggere gli sfortunati elefantini dalle infezioni.

I remembered once being told that coconut oil was the nearest substitute for the fat of elephant’s milk, so my spirits lifted – all was not quite lost yet. I mixed it as directed on the tin.

E proprio perché Daphne sa ascoltare, dopo Bushy, è Shmetty la sua nuova maestra.

Un’elefantina orfana e non ancora svezzata, più morta che viva, tenerissima. Daphne ha un colpo di genio, mentre cerca di salvarla: allinea anni di esperienza, mescola latte artificiale per neonati umani – lo stesso usato per sua figlia – olio di cocco, nutrienti e antibiotici.

Shmetty si riprende, dopo qualche giorno gioca persino.

I hardly dared believe that I might have unlocked the mystery of how to rear an infant elephant.

Ma Shmetty ha un’altra lezione in serbo per Daphne Sheldrick, una lezione particolarmente amara che segnerà le sue future opere.

La figlia di Daphne decide di sposarsi e lei si allontana alcuni giorni per partecipare alla cerimonia. Affida la cura di Shmetty a una persona esperta, ma non basta: tanto l’elefantina si è legata a Daphne, che la sua salute si deteriora per la sofferenza dovuta a quella separazione e Shmetty muore tra le braccia dell’umana che aveva scelto come mamma adottiva, subito dopo il suo ritorno.

Su queste esperienza, Daphne organizzerà il santuario dove tutt’oggi ai piccoli orfani vengono fornite cure fisiche e affetto, per reimmetterli in natura una volta adulti.

Perché nessuno si salva da solo, né gli elefanti, né gli uomini, né l’Africa né il pianeta.

Tanto è stata grande la sua empatia, che gli elefanti da lei salvati, ormai adulti e rientrati in natura, tornavano di tanto a salutarla, riconoscendola come parte delle loro vite.

Daphne Sheldrick

Il lascito di Daphne Sheldrick al mondo di oggi

Vorremmo che il bracconaggio fosse ormai storia, purtroppo non è così.

Ma Daphne Sheldrick ha lasciato la sua esperienza e una fondazione intitolata a David, l’uomo della sua vita, dove veterinari e assistenti curano a rotazione cuccioli di elefante e rinoceronte, occasionalmente anche di altre specie, nonché squadre di veterinari itineranti e gruppi di esperti antibracconaggio.

È straniante vedere questi “bambini con la proboscide” che devono appoggiarsi a una coperta per avere la sensazione di suggere il latte protetti dal ventre materno, mentre vengono nutriti da personale specializzato con biberon fuori misura.

Se Daphne Sheldrick ha fatto storia ed è entrata nella leggenda, è stato per la sua capacità di ascoltare con amore il Kenya e l’Inghilterra, l’uomo e i suoi fratelli con due zampe in più. E di agire per loro, senza discrimine, a cuore aperto.

Vorresti approfondire?

https://www.sheldrickwildlifetrust.org
An African Love Story: Love, Life and Elephants

https://www.treccani.it/vocabolario/conservazionismo/

https://blog.nationalgeographic.org/2013/12/06/elephant-foster-mom-a-conversation-with-daphne-sheldrick/

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