I Bambini verdi di Woolpit e i bambini verdi di Banjos

Fate o extraterrestri?

I Bambini verdi di Woolpit sono uno dei misteri del passato rimasti irrisolti che ancora oggi ci affascinano e ci riempiono di interrogativi. E se vi dicessi che una storia simile è capitata anche diversi secoli dopo, in un altro luogo molto lontano? Il fatto che sto per  raccontarvi è reale, documentato da più fonti dell’epoca e tuttora avvolto nel mistero. Ma chi erano i bambini di Woolpit e i bambini verdi di Bajos? E perchè la loro storia, così simile, è avvolta da tante domande?

I bambini di Woolpit – le fonti

La storia dei bambini di Woolpit, o forse dovremmo dire la leggenda, risale al medioevo e per parecchio tempo è stata tramandata oralmente. Le fonti principali dei fatti sono due: Historia rerum Anglicarum di William of Newburgh, storico inglese appartenente all’ordine degli agostiniani, e Chronicum Anglicanum di Ralph of Coggeshall, storico, sesto abate dell’abbazia di Coggeshall. Entrambi i testi sono redatti fra la fine del 1100 e i primi anni del 1200. La vicenda viene poi ripresa da queste stesse fonti dallo storico William Camden, nel testo storico Britannia, del 1586. Sotto forma di racconto fantastico, la vicenda dei bambini verdi fu infine ripresa dal vescovo e scrittore Francis Godwin, intorno al 1600.

Che sia realtà  o  leggenda, perciò, non ci è dato saperlo… ma che cosa è accaduto, secondo le cronache in quella calda estate di fine secolo?

I bambini di Woolpit una storia di fate

Era dunque una giornata d’estate e la gente del  villaggio di Woolpit era occupata nei campi, vide una coppia di bambini nei pressi di una fossa per i lupi, da cui prendeva il nome il paesino.  Doveva essere una zona boscosa, in cui i lupi consistevano un serio pericolo. Trovare due bambini sperduti era già fonte di meraviglia, ma ciò sconvolse la gente del villaggio furono due particolari: i due bimbi avevano la pelle di tutto il corpo di una tinta verde e nessuno dei due parlava inglese, ma una lingua del  tutto incomprensibile.

bambini verdi

Anche l’abbigliamento era inconsueto.

Subito furono soccorsi e portati in paese, dove vennero ospitati da un certo di Richard de Calne, che cercò disfamarli, ma i due bambini rifiutarono ogni tipo di cibo.

Solo diversi giorni dopo, quando furono  offerte loro delle fave crude, le mangiarono avidamente.

I bambini si adattarono gradualmente al cibo normale e col tempo persero il loro colore verde, ma il ragazzo, che sembrava essere il più giovane dei due, si ammalò e morì poco dopo che lui e sua sorella furono battezzati.

La bambina, invece, piano piano imparò la lingua e visse nel villaggio per il resto della sua vita.

Quando finalmente si riuscì a comunicare con lei, subito si cercò di sapere da dove era venuta  echi fosse, e la risposta sconcertò la gente di Woolpit: lei e il fratello provenivano da St Martin’s Land, un luogo, specifica Ralph di Coggeshall, dove tutto era verde, una sorta di mondo sotterraneo. I bambini avevano saputo spiegare il loro arrivo a Woolpit; stavano pascolando il bestiame del padre quando avevano sentito un forte rumore (secondo William, le campane di Bury St Edmunds) e si erano trovati improvvisamente vicino alla fossa dei lupi dove erano stati trovati. Ralph dice che si erano persi quando avevano seguito il bestiame in una grotta e, dopo essere stati guidati dal suono delle campane, alla fine sono emersi nella nostra terra.

La ragazza divenne domestica presso la famiglia che l’aveva ospitata e si racconta che, pur diventando parte del villaggio, mantenne una sorte di indole selvaggia, sfrenata.

William Camden narra che alla fine la giovane misteriosa si sposò con un uomo di King’s Lynn , a circa 40 miglia da Woolpit. Sulla base delle sue ricerche sulla storia familiare di Richard de Calne, l’astronomo e scrittore Duncan Lunan scoprì che alla ragazza era stato dato il nome “Agnes” e che aveva sposato un funzionario reale di nome Richard Barre.

Le teorie sui bambini verdi di Woolpit

Nel corso dei secoli si è discusso molto su questa storia, cercando di  capire chi fossero e da dove venissero i due bambini  verdi.

Di teorie ne sono state fatte tante. Per qualcuno i due bimbi erano alieni, “dimenticati” come E.T. dalla astronave in visita sulla terra.

Per altri, i due bambini appartenevano davvero ad un antico popolo che vive nel sottosuolo. La pelle sarebbe stata verde per la mancanza di luce a cui questo  popolo si è  assuefatto.

Ancora, secondo altri i due bambini sarebbero stati figli del Piccolo Popolo, quello delle fate. Si credeva, infatti, che le fate vivessero in boschi e luoghi selvaggi, e che i loro figli talvolta venissero scambiati con quelli umani. E se i due bimbi fossero stati piccoli elfi, o fate?

Una teoria più moderna ci dice invece che i bambini erano semplicemente ammalati: l’anemia ipocromica, infatti, rende il colorito della pelle verdastro. Per questo, il più debole dei due, il maschietto, sarebbe morto poco dopo l’arrivo a Woolpit, mentre la bimba, più robusta, avrebbe sconfitto la malattia recuperando il colore normale della pelle. Non era infrequente che le famiglie numerose si “liberassero” delle bocche in più da sfamare, abbandonando i figli nei boschi: ne è testimone la fiaba di Hansel e Gretel.

Storia o leggenda?

Un’altra ipotesi invece suggerisce che i trovatelli appartenessero a una comunità di immigrati fiamminghi che in quel periodo si spostavano verso l’Inghilterra. Il colore verde sarebbe stato generato dalla denutrizione, e la strana lingua parlata dai due semplicemente lingua fiamminga, che suona molto strana a chi non la conosce. Inoltre, tali immigrati erano spesso oggetto di persecuzioni e i bambini probabilmente erano superstiti di un attacco a una colonia. L’origine fiamminga avrebbe anche spiegato l’affermazione dei due di provenire dalla terra di San Martino, un posto dove non c’era mai il sole ma solo una luce crepuscolare: nelle regioni nordiche, infatti, c’è meno luce rispetto a quelle più meridionali.

I bambini verdi di Bajos

Se la vicenda dei bambini verdi di Woolpit può essere considerata più vicina a una leggenda che alla realtà, se le fonti storiche sui fatti sono carenti, non è così per una storia che presenta moltissime analogie, ma assai più documentata: quella dei bambini verdi di Banjos.

Anche in questo caso, scienziati, ufologi e amanti del paranormale si sono scatenati per dare spiegazioni.

Siamo nell’agosto del 1877, in Cantabria. Anche in questo caso, gli abitanti del villaggio di Banjos sono impegnati nella mietitura,  quando i contadini vedono uscire da una grotta  molto nota per essere profonda e pericolosa due bambini.

I piccoli stranieri dimostravano una decina d’anni e si tenevano per mano, spaventati. La loro descrizione somiglia in tutto e per tutto a quella dei bambbini verdi di Woolpit: pelle verde, strani abiti, lingua  sconosciuta.

Proprio come i due bambini di Woolpit, i due non accettarono alcun cibo, guardando con diffidenza ogni pietanza, fino a che non vennero offerti loro dei fagioli crudi, di cui  si cibarono avidamente.

Le fonti sui bambini verdi di Bajos

La differenza fra il caso dei bambini verdi di Woolpit e quello di Banjos è la quantità e qualità delle fonti: molte informazioni ci arrivano da  Ricardo Da Calno, magistrato locale e maggiore proprietario terriero del luogo, che accolse i due bambini che vennero portati al villaggio dai contadini. Da Calno racconta di aver cercato di lavare via il colore verde, pensando fosse solo sporco, ma inutilmente.

A quella di Da  Calno si aggiunge la testimonianza di un sacerdote di Barcellona, invitato dal magistrato a Banjos per provare a parlare coi due bambini, ma essi non compresero nessuna lingua conosciuta dal prete. L’incontro è narrato nei diari del sacerdote.

Da Da Calno ci giunge la descrizione dei bambini: i loro tratti, secondo lui si potevano avvicinare a quelli africano, ma gli occhi dei bambini erano a mandorla e incassati. la pelle era verde e indossavano abiti di una stoffa strana, gommosa e simile al caucciù.

Come finisce la storia di Bajos

Anche il finale della vicenda dei bambini verdi di Bajos non è molto lieto. Il bambino morì infatti un mese dopo il loro ritrovamento, mentre la sorella rimase a casa di Da Calno più a lungo, imparando qualche parola di spagnolo. Anche lei, come la bambina di Woolpit, raccontò del suo luogo d’origine qualcosa di stupefacente, che fu riportato nei documenti ufficiali: Sui documenti ufficiali vennero scritte queste parole:
«C’è un paese di luce non lontano da noi, ma dal quale siamo separati da una corrente di grande larghezza… Vi fu un grande rumore. Noi fummo presi nello spirito e ci trovammo sul campo di grano.»

Purtroppo il maschio nei giorni a seguire divenne sempre più debole e, non toccando altro cibo che non fossero fagioli, morì circa una mese dopo; la femmina al contrario si riprese e crebbe nella casa del magistrato allevata dalla domestica che riuscì anche ad insegnarle qualche parole di spagnolo. Quando fu in grado di esprimersi disse che lei e suo fratello provenivano da un paese dove non sorgeva mai il sole e c’era solo un eterno crepuscolo.
Sui documenti ufficiali vennero scritte queste parole:
«C’è un paese di luce non lontano da noi, ma dal quale siamo separati da una corrente di grande larghezza… Vi fu un grande rumore. Noi fummo presi nello spirito e ci trovammo sul campo di grano.»
Purtroppo, la bambina verde di Banjos non fu fortunata come quella di Wooolpit e morì pochi mesi dopo il suo arrivo. Fu sepolta accanto al  fratellino.

Conclusioni.

Storie davvero incredibili, frutto della fantasia o dell’ignoranza, oppure fatti reali che ci raccontano l’ennesima storia di abbandono, di povertà, di infanzia infelice e sofferta?

Questo non lo sappiamo. Certo, le ipotesi colorite ci piacerebbero molto di più…

Nota

Riguardo la storia dei bambini di Bajos non sono riuscita, tuttavia a trovare molte informazioni, tranne che sui siti dedicati al paranormale, mentre la storia dei bimbi verdi di Woolpit viene narrata anche in testi – sebbene sempre presa dalla tradizione – come “Fate” di Froud e Lee.

 Qualche fonte

Fate, di di Brian Froud (Autore), Alan Lee (Autore)

I bambini verdi di Banjos

https://www.fattistrani.it/post/bambini-verdi-di-woolpit

Prima di andare, ti è piaciuto l’articolo? Potrebbe piacerti anche…

Ostara, Eostre e altre dee: Le leggende del’equinozio di primavera

 

Paolo e Francesca Previous post Paolo e Francesca nel castello di Gradara
Next post Il Folclore: alla scoperta del nostro passato