Le spie al servizio di George Washington nella guerra di indipendenza: il Culper Spy Ring

 

Le storie di spie sono sempre molto divertenti da leggere e scoprire e il nostro immaginario è dominato dall’elegantissimo e infallibile 007. Ma io, cresciuta a pane e Lady Oscar, vedo nell’abbigliamento settecentesco il top del fascino, e così voglio raccontarvi – con sintesi e un tocco di brio – la storia di un gruppo di spie al servizio di George Washington durante la guerra di indipendenza americana, il cosiddetto Culper Ring.

Se ne è parlato in una piacevole serie televisiva, Turn-Washington’s Spies, così credibile e solida da essere poco conosciuta.

Culper Spy Ring

Benjamin Tallmadge: la prima spia del Culper Spy Ring

Tutto inizia da Benjamin Tallmadge, che – da insegnante e poi preside – abbraccerà la carriera militare e politica.

Una bella testa, quella Tallmadge: è diplomato a Yale, lì ha conosciuto Nathan Hale e vi ha stretto amicizia. Lì ha scoperto il mondo di quella che noi chiamiamo intelligence, perché Hale sarà attivo come spia, ma purtroppo verrà catturato e impiccato dai britannici.

Culper Spy Ring
Benjamin Tallmadge

Come sempre, riconoscere i talenti altrui è dote dello stratega di successo. Una capacità che può fare la differenza nelle sorti del mondo.

E così George Washington, nel novembre 1778, reputandolo all’altezza, incaricò Benjamin di creare una rete di spionaggio.

Culper Spy Ring
George Washington

Tallmadge d’altronde ha appreso amaramente, dalla morte del suo amico Nathan Hale, quanto un servizio di informatori debba essere gestito con precisione maniacale, risparmiando rischi e vite.

Dunque il nostro Benjamin si mise all’opera e organizzò un sistema di spionaggio così segreto che lo stesso Washington non aveva la minima informazione sull’identità dei componenti.

Per garantire la massima sicurezza ed evitare pericolose incursioni oltre la linea nemica, Tallmadge ribaltò la concezione classica di intelligence e organizzò il tutto per operarvi, invece, stabilmente. Scelse quindi persone ben integrate nel tessuto sociale dei territori occupati dagli inglesi, partendo da New York per arrivare al Connecticut.

Culper Spy ring
Nathan Hale, francobollo commemorativo delle poste statunitensi (1925 e 1929)

La tecnica per sbirciare cosa combinavano i bevitori di tè era complicata e si basava su quattro punti chiave: pseudonimi segretissimi; codice cifrato semplice da usare ma complesso da decifrare; un inchiostro simpatico molto evoluto che, sebbene scarseggiasse, aveva il suo punto di forza nel divenire visibile solo grazie a uno specifico reagente; numerosi passaggi di mano e nascondigli concordati.

Il difetto che ne scaturiva era una certa lentezza nella consegna della notizia, il vantaggio era una maggior sicurezza anche in caso di fallimento di una singola parte della missione. La catena di spie sarebbe rimasta comunque in piedi.

Culper Spy Ring
Il codice segreto del Culper Spy Ring

Conosciamo gli anelli della catena, ossia del Culper Spy Ring.

E ora… facciamo finta che una notizia succosa debba essere consegnata a Mr. Washington.
Il primo anello era rappresentato da Robert Townsend – nome in codice Culper Junior – professione giornalista e bottegaio a New York.

Insomma, era l’uomo nella miglior posizione possibile per venire a conoscenza di notizie e farle circolare nel modo e momento opportuno.

Suo cliente abituale è Austin Roe: spettava a lui passare nel negozio di Townsend a ordinare beni per gli abitanti di Long Island e, casualmente, lasciare una richiesta scritta di tal John Bolton, nome in codice di Tallmadge.

A quel punto, il nostro giornalista-bottegaio-spia andava nel retrobottega, leggeva la comunicazione e infilava la risposta tra le merci acquistate da quel distratto acquirente di nome Austin Roe.

A questo punto proprio Roe, che in realtà aveva un carattere impavido e doti di cavallerizzo provetto, macinava sul suo destriero le 110 miglia che separavano New York da Setauket.

Giunto lì, nella città natale di Tallmadge e di alcuni elementi del Culper Ring, lasciava la lettera in un posto convenuto, all’interno di un terreno da lui stesso affittato per il proprio bestiame, e andava via. Il ruolo del secondo anello di questa catena era finito.

Entrava quindi in gioco Abraham Woodhull, nome in codice Culper Senior, vicino di casa, che andava nel campo a ritirare la comunicazione.

Aggiungeva eventuali altre informazioni e lanciava uno sguardo alla baia. Se tra i panni stesi in lontananza era visibile la sottogonna nera di Anna Strong, significava che Caleb Brewster era presente con la sua barca e pronto a portare la lettera dall’altra parte del braccio di mare.

Culper Spy Ring
Mappa delle tappe del Culper Spy Ring

Stendendo fazzoletti in un dato numero o tipo, Anna spiegava ad Abraham dove si nascondesse esattamente Caleb.

Il nostro Culper Senior allora lo raggiungeva con il favore del buio e gli consegnava il messaggio. Brewster attraversava a remi la baia per giungere fino a Fairfield e recapitare le informazioni a Benjamin Tallmadge, che lì lo attendeva a cavallo.

Da quel punto e in quel momento si metteva in moto una staffetta di dragoni che, quindici miglia alla volta, portavano la missiva a Washington.

Il più grande successo del Culper Spy Ring

Uno degli frangenti in cui il Culper Spy Ring fece davvero la differenza si verificò nell’estate 1780.

L’11 di luglio, erano giunti a Rhode Island 5800 soldati francesi agli ordini del conte di Rochambeu.

Erano stremati e malmessi dopo tre mesi passati per mare, quindi le truppe del generale inglese Clinton avevano pianificato di attaccarli in forze e di sorpresa proprio durante quel momento di inevitabile fragilità delle truppe.

Si sa, i soldati si vantano, parlano, scherzano… quando Towsend colse quel che stava per accadere, attivò la catena di spie.

Roe. Woodhull. Strong. Brewster. Tallmadge.

Washington ricevette la comunicazione del Culper Ring il 21 luglio e si mise subito in marcia verso Manhattan, varcando il fiume Hudson.

Saputolo, il generale Clinton ripiegò su New York e le truppe francesi furono salve.

E tante sono le storie in cui una frase udita da un componente dell’anello di informatori ha cambiato gli esiti di un evento.

Se un battito d’ala di farfalla può cambiare il corso della storia, quanto può aver inciso un gruppo di patrioti che nascondo la loro attività di spie all’interno di vite normali, al limite della mediocrità?

Forse persino sulla differenza tra l’abitudine all’Earl Grey o alle bevande gasate a base di caffeina…

Culper Spy Ring

Volete saperne di più? Ecco un link che potete seguire:

https://www.mountvernon.org/george-washington/the-revolutionary-war/spying-and-espionage/the-culper-code-book/

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