0 0
Read Time:3 Minute, 59 Second

Il Folclore: alla scoperta del nostro passato (7/10anni)

Leggi la scheda per lettura facilitata

Ascolta l’articolo in podcast:

Che cos’è il folclore? Perché è importante recuperarlo e tramandarlo alle nuove generazioni?

Il termine folclore o folklore deriva dall’inglese folk, che significa “popolo”, e lore, che significa “sapere, conoscenza”: la parola è stata, in un passato non molto lontano, inventata per dare un nome a quelle forme di cultura popolare spesso tramandate oralmente e riguardanti conoscenze, usi e costumi, miti, fiabe e leggende, immaginario folklorico, filastrocche, proverbi e altre narrazioni, credenze popolari, musica, canto, danza eccetera, legate alle diverse aree geografiche, a una particolare popolazione, o classe sociale, o a un mix di tutte queste.

Fino alla metà del 1800 questa parola non esisteva neppure.

folclore folklore

Tutto ebbe inizio… in epoca vittoriana!

Molti studi, scienze e discipline sono nati durante l’800, in particolare in Inghilterra mentre era sul trono la regina Vittoria. L’epoca vittoriana fu un’era grandiosa per la scienza, la tecnologia e gli studi letterari.

In questo periodo molti Stati europei stavano cercando di diventare nazioni unite e libere da governi stranieri:  a unire i popoli al loro interno c’era proprio il folclore, che costituiva un patrimonio comune fra che abitava in un determinato luogo.

Così molti studiosi cominciarono a cercare di scoprire il passato, ma non solo quello fatto dagli storici, che mettevano in fila date e avvenimenti: studiavano la storia popolare, quella fatta dalla gente comune e non dai guerrieri, dai soldati e dai re.

Scoprirono che le ultime generazioni erano “sedute” sul tetto di un grande edificio, fatto si storie, di leggende, di superstizioni e persino di magie: questo edificio era il folclore popolare.

Questa grande casa, però, aveva un grosso difetto: era fatta di parole che venivano tramandate a voce e si rischiava di perderne dei pezzi, dimenticarne alcune, o addirittura… di perderle tutte.

folclore folklore

Come nasce la narrazione orale

In passato, prima della TV, di internet, prima che inventassero la radio, il passatempo più amato era la narrazione orale.

Immaginiamoci un mondo in cui ci si sveglia col sole e si va a dormire col tramonto, un mondo in cui le notti sono davvero buie e illuminate solo da candele e focolari. Immaginiamo in mondo dove i villaggi sono in mezzo a boschi, le strade poco più che sentieri di terra battuta e per andare da un posto all’altro ci vuole un cavallo, o un asinello…

In questo mondo persino i dottori non sanno dare le medicine e un po’ le cure se le inventano.

Ecco, in questo mondo, si crede ancora che esitano le streghe. In questo mondo ogni ombra più sembrare un fantasma e ogni rumore strano il sibilo di un mostro. Qui, nelle povere case dove la sera ci si riunisce per passare il tempo, mentre le donne filano e tessono e i bambini giocano davanti al fuoco, si raccontano le fiabe.

Sono gli anziani, spesso, a ripetere le storie che hanno sentito  da bambini.  Sempre uguali, o magari un po’ diverse. I grandi e i piccoli ascoltano, imparano, ripetono. E così, da nonna a nipotini, le fiabe e le narrazioni popolari sono arrivate fino a noi, soprattutto grazie a quei letterati di cui ti parlavo prima: nel 1800, questi curiosissimi scrittori, hanno cercato di raccogliere quante più storie potevano per scriverle e permettere alle storie scritte di sopravvivere meglio che soltanto raccontate a voce.

Pensiamo ai nostri bellissimi libri di fiabe. E ora immaginate i vostri genitori, i nonni e i bisnonni e via via tutte le generazioni precedenti, che hanno ascoltato, magari, le stesse fiabe dai loro nonni. E ora queste storie sono qui per noi.

folclore folklore

Perché il folclore si perde?

Purtroppo, il folclore tende a perdersi.

Se hai mai giocato al telefono senza fili lo sai anche tu: il primo della fila comincia con una parola, ma quando l’ultimo ripete ciò che gli hanno sussurrato, spesso la parola è diversa. Accade lo stesso al patrimonio folcloristico, di tanti popoli e tanti luoghi, soprattutto dove i villaggi sono diventati grandi città, dove le persone un po’ si  vergognano  di avere una cultura popolare, dove i nonni non hanno più tempo di raccontare storie ai nipotini ma pescano un bel cartone animato o un libro super moderno. La tecnologia che ci aiuta tanto a volte fa anche dei danni, per esempio ci rende sempre meno desiderosi di sederci ad ascoltare e preferiamo vedere un video che leggerci un libro.

E così le storie vanno perdute, soprattutto  quelle che sembrano passate di moda.

Cosa possiamo fare?

Possiamo essere noi a usare la tecnologia e a far tesoro del nostro passato, raccogliendo grazie ai nuovi mezzi tutto il materiale che possiamo. Eccoci qui: pronti? Allora… raccontatemi una storia!

scrivi a [email protected]

Per i Ragazzi e per la Scuola –  Storia e Leggenda

About Post Author

Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è blogger, webmaster e scrittrice piacentina. Ha pubblicato diversi romanzi, spaziando dal genere fantasy – con la Saga delle Terre è stata due volte finalista al Premio Italia – al romanzo storico rosa. Si dedica principalmente all’800 inglese, in cui ha ambientato la serie delle Dame Fantasma e “Il libertino di Hidden Brook”. Sempre all’800 dedica il blog “il salotto di Miss Darcy”, sito di carattere storico e culturale dal quale ha tratto “Regency & Victorian – in viaggio fra usi e costumi dell’800 inglese”, volume che raccoglie i principali articoli e tematiche affrontati. Collabora con il sito e l’associazione Cultura al Femminile come articolista e come seo consultant.
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %