Il ponte del diavolo – architettura e leggenda.

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Il ponte del diavolo – architettura e leggenda.

Il ponte del diavolo – o per meglio dire “i ponti”, poiché se ne contano parecchi – è una struttura architettonica molto diffusa in Italia e in Francia, ma non solo: ne troviamo in tutto il mondo. Sono ponti antichi, spesso costruiti da mani umane ma talvolta naturali, che per la loro struttura, o per qualche particolarità, nel tempo si sono trovati protagonisti di leggende suggestive. Oggi vi racconteremo alcune di queste.

In realtà, le leggende legate ai F^Devil’s Bridge sono così tante che formano una categoria speciale nel sistema di classificazione Aarne-Thompson per racconti popolari. Di solito, sono due i filoni a cui appartengono queste leggende, il primo che vede eroici costruttori combattere contro il diavolo per poter costruire il ponte, il secondo che ha invece il diavolo stesso come costruttore, dopo aver fatto patti e contratti con esseri umani.

ponte del diavolo
Bobbio

Il ponte del diavolo di Bobbio

Il ponte del diavolo di Bobbio, in provincia di Piacenza, è di origini romane, ed è noto anche col nome di “ponte gobbo” per la struttura a dorso d’asino. Attraversa il fiume Trebbia ed è una della attrazioni turistiche della cittadina, ricca di monumenti e di interessanti leggende, spesso incentrate sulla figura di San Colombano, che qui fece erigere uno dei suoi più importanti monasteri, rendendo Bobbio un vero e proprio fulcro culturale nel medioevo.

Ma Bobbio, già in epoca romana, era un centro importante: lo dimostra la costruzione di questo ponte, dal profilo irregolare e formato da undici archi, diseguali tra loro e posti a diverse altezze.

Di un primo restauro si ha notizia, appunto, negli archivi dell’abbazia: all’epoca di San Colombano, e forse da qui hanno inizio le leggende che lo riguardano, rese celebri da una poesia del poeta dialettale Valente Faustini.

La più famosa di queste antiche storie ci racconta che il borgo bobbiense, a causa del vicino fiume, cominciava a essere in difficoltà con i commerci: la Trebbia, infatti, aveva già all’epoca cominciato ad avere carattere torrentizio e d’inverno andava in piena, rendendo impossibili il guado. Il diavolo, cercando di corrompere il Santo, si presentò a Colombano offrendosi di costruire in una sola notte un ponte transitabile, a patto che egli gli offrisse l’anima del primo che vi fosse passato. San Colombano accettò, e il diavolo si mise all’opera. Certo, Colombano non avrebbe permesso ad altri di passare! Un bel colpo per l’inferno!

Ma la mattina dopo, quando sorse il sole, San Colombano mandò avanti un cane, e il diavolo non ebbe che quello. Per la rabbia, allora, diede uno strattone alla sua opera e rese gobbo il ponte, che da allora mantenne l’inusuale struttura.

Un’altra leggenda narra che, al di là della Trebbia, ci fosse un’osteria (oggi, in effetti, ve ne sorge ancora una), che aveva pochi clienti. Il diavolo promise all’oste di fare un ponte per permettergli di aumentare la clientela in cambio della sua anima e l’oste, pensando che si trattasse di una battuta, accettò.

Con meraviglia, la mattina dopo l’oste vide proprio un bel ponte là dove il vecchio misterioso, il diavolo in persona, gli aveva indicato. Il pover’uomo, terrorizzato, corse dal vescovo e gli raccontò tutto: con un inganno, riuscirono a esorcizzare il diavolaccio e a salvare l’incauto oste, ma anche questa volta, prima di lasciare questo mondo il demonio per la rabbia deturpò il ponte.

ponte del diavolo
Ponte della Maddalena

Il ponte della Maddalena

Il Ponte della Maddalena attraversa il fiume Serchio, vicino alla città di Borgo a Mozzano nella provincia italiana di Lucca. Anche lui è chiamato Ponte del Diavolo ed era un passaggio vitale del fiume sulla Via Francigena. Costruito nel primo medioevo, permetteva ai pellegrini di proseguire il viaggio fino a Roma.

Analoga è la leggenda che lo vede protagonista: anche qui abbiamo un santo, questa volta San Giuliano, che dopo aver iniziato la costruzione del ponte e incapace di portare a termine il lavoro, fu “aiutato” dal diavolo. Anche lui, con molta arguzia, recapitò al demonio l’anima di un cane e non quella di un cristiano.

ponte del diavolo
Pont du Diable di Céret

Il ponte del diavolo in Francia

Sono ben quarantanove i ponti in Francia a essere definiti “ponte del diavolo”. Spesso la nome a deriva dalla particolare difficoltà di costruzione, in zone impervie e arroccate, oppure dalla peculiarità della struttura. Si tratta di ponti costruiti in epoca medievale, ma spesso le leggende che si legano ad essi sono di origine più tarda, spesso seicentesca.

Il pont du Diable di Céret fu costruito nel 1300 ed è formato da un unico, imponente arco. Fino alla costruzione del Ponte di Castelvecchio (VR),mantenne il primato di ponte ad arco più grande del mondo.

Anche qui, abbiamo dei cittadini bisognosi di un ponte e un diavolo assai lieto di aiutarli in cambio di un’anima; i cugini francesi, però, se la cavano con un gatto.

Per sicurezza, secondo la leggenda, per qualche anno nessuno ha voluto transitare sul ponte… non si sa mai che un gatto non sia sufficiente a pagare il debito.

Ponte del diavolo – I Devil’s Bridge inglesi

Il Devil’s Bridge più noto in Bran Bretagna è un particolarissimo ponte sul fiume Mynarch, vicino alla città gallese di Aberystwyth: la sua particolarità è che oggi è costituito da tre ponti sovrapposti, realizzati in periodi e con tecniche differenti, ma tutti ben visibili.

Il ponte più antico risale al 1200 circa, e si racconta che il diavolo, un vero gentelmen in questo caso, lo abbia costruito per far passare una donna sul torrente impetuoso che scorre lì sotto.

In Galles sono diversi i ponti collegati a leggende simili: nell’antichissima città di Ceredigion, a Pontwalby e a Rhossili (quest’ultimo è un arco naturale).

Teiffels Brucken – il ponte del diavolo svizzero

La Gola di Schöllenen, nel cantone svizzero di Uri, ha richiesto l’aiuto del diavolo per le ardite opere ingegneristiche atte a rendere praticabili i percorsi. Così, il ponte a strapiombo sulla ferita nel granito, è stato edificato in una collaborazione a più mani… e artigli: Gli abitanti della zona chiesero al demonio, fu fatto il solito patto, l’anima sacrificata quella di un cane. Il santo, questa volta, entra in scena dopo: quando il diavolo un filino arrabbiato ritorna con un masso in spalla per distruggere il ponte, un santo lo ferma, lo sgrida e lo riporta a più miti consigli.

Il ponte è ancora lì.

La leggenda, questa volta, non si perde nei meandri del tempo, ma risale a un paio di secoli dopo la costruzione del ponte, al 1500 circa.

Rakotzbrücke – Germania

Forse il ponte più stupefacente della nostra carrellata è Rakotzbrücke, in Germania. Si tratta anche del ponte più recente, nato  più per stupire che per permettere ardui percorsi. Si trova nel  Azaleen- und Rhododendronpark Kromlau, un parco  naturale nel Kromlau. Fu ideato nel 1842, da un paesaggista, sul modello dei giardini inglesi e fra le meraviglie che racchiude c’è anche questo ponte, strutturato in modo da formare, con la sua immagine riflessa nell’acqua, un cerchio perfetto.

Le due colonne portanti sono di basalto e furono trasportate in loco appositamente per reggere la suggestiva struttura. Niente diavoli e niente antiche leggende, ma un nome che evoca un passato e un mondo fiabesco, tanto amato nel 1800.

Per le leggende su Bobbio: Placentia, Santi e Demoni di Scarlett Douglas Scott