La musa di Boccaccio: Fiammetta

Fiammetta: la musa di Boccaccio è tanto vera in carne e ossa quanto Beatrice era eterea per Dante e Laura sofisticata per Petrarca.

Fiammetta se la ride e si gode i piaceri della vita.

Anche  Boccaccio e Fiammetta si incontrano in chiesa, per la precisione nella chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli, il sabato santo dell’anno 1327 (anche se non vi è proprio certezza della data) dove Boccaccio non si difende dagli amorosi lacciuoli, ma poi gli incontri proseguiranno anche fuori, alla corte di Roberto d’Angiò, re di Napoli.

Fiammetta Boccaccio

Componimenti in onore di Fiammetta

Tale incontro è descritto nel Filocolo prendendo a modello il racconto di quello tra Dante e Beatrice nella Vita nuova.

Boccaccio nota Fiammetta in chiesa e subito se ne innamora: la «mirabile bellezza» della donna genera in lui un «tremore» che inizialmente lo spaventa assai, finché accetterà di buon grado la «servitù d’Amore».

Come narrato nella Elegia di Madonna Fiammetta” il sentimento tra i due fu immediato e nel corso del tempo ispirò all’autore tanti altri componimenti più o meno teneri: alla ragazza sono infatti destinati i versi del Filostrato e del Teseida, ma anche quelli del Filocolo e dell’Ameto dove le vengono cuciti addosso dei personaggi.

Fiammetta diviene nella fantasia di Boccaccio anche una delle novellatrici del Decameron e ricompare in seguito nell’Amorosa visione.

Fiammetta Boccaccio
Fiammetta dipinta da Dante Gabriel Rossetti

Chi era Fiammetta?

Pare che dietro al nome di Fiammetta si nascondesse proprio la figlia naturale del re di Napoli, alla cui corte il giovane Boccaccio, trasferitosi con il padre nella città campana, aveva scoperto e valorizzato le proprie qualità di artista, attirato dal mecenatismo del sovrano.

Giovanni, del resto, si era presentato con una affascinante leggenda riguardante le sue origini (di figlio illegittimo): il padre Boccaccino di Chellino, durante i suoi soggiorni d’affari a Parigi, avrebbe conosciuto e amato una nobildonna francese imparentata addirittura con la famiglia reale e dalla loro relazione sarebbe nato lui.

Il nome Fiammetta è un riferimento all’ardore che ella suscita nel petto del poeta: lo stesso che Napoli ha acceso con le sue mille o più sfumature.

Fiammetta rappresenta il punto in cui culminano tutti i sentimenti provati da Boccaccio durante la parentesi angioina divenendo emblema della sua vibrante energia e simbolo di quella soffusa tenerezza che, levandosi dal mare, giunge fino ai vicoli dei quartieri più impervi.

Fiammetta Boccaccio
Fiammetta in un dipinto del 900

Boccaccio si infiamma!

Perciò se Dante non osa alzare lo sguardo su Beatrice, Boccaccio osa allungare anche le mani per toccare Fiammetta e rendere così concreto il suo desiderio.

Dopo soli tre mesi dal primo incontro lei è pronta a ricambiare il suo sentimento.

Invece di starsene chiuso nella sua stanzetta a ragionar di lei come l’amico Francesco, Boccaccio le dedica versi roventi come la sua passione perché in lui tutto è eccesso. Litigano, fanno la pace, si lasciano e si riprendono, ma poi devono per forza dirsi addio, separati dal rientro a Firenze deciso dal padre di Boccaccio.

Lui che si era visto tradito dall’interesse dimostrato da Fiammetta per un altro, deve accettare la rottura definitiva a causa dell’inattesa partenza per Firenze.

Fiammetta boccaccio
Elegia di Madonna Fiammetta

Di fatto Boccaccio non si sposerà mai, non sappiamo se perché segnato da questo amore giovanile o se perché refrattario ai legami duraturi.

Sarà anche un padre sfortunato perché nessuno dei cinque figli avuti dalle diverse relazioni gli sopravvivrà e alla figlioletta Violante, persa all’età di 5 anni, dedica la XIV egloga, Olimpia dove la immagina in Paradiso insieme ai suoi fratelli.

Il colmo ai nostri occhi moderni sarà che nel 1360 ottiene la dispensa papale rispetto alla nascita illegittima per poter ricevere gli ordini sacri.

Volete saperne di più? Ecco alcuni spunti

https://www.laneapolissotterrata.it/it/lamore-di-boccaccio-per-la-napoletana-fiammetta/

Roberto Carnero, Giuseppe Iannaccone, Al Cuore della Letteratura, Vol. 1, Giunti.

Marco Santagata: Boccaccio indiscreto. Il Mulino, 2019

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