La notte di Santa Valpurga: dal culto della monaca benedettina alla notte delle  streghe

Il primo giorno del quinto mese dell’anno la Chiesa cattolica celebra la religiosa benedettina di origine anglosassone, Santa Valpurga.

La monaca – nata in Wessex nel 710 ca. e vissuta in Germania ove spirò il 25 febbraio 779 – era figlia del nobile San Riccardo d’Inghilterra.

Dopo aver compiuto gli studi in terra natia si spostò con altre religiose di origine anglosassone in Germania, rispondendo alla richiesta di aiuto di San Bonifacio nella missione di evangelizzazione dei popoli germanici;

in Baviera incontrerà il fratello Villibaldo, vescovo di Eichstätt e nell’A.D. 752, assieme all’altro fratello, San Vunibaldo, fondò il monastero benedettino “doppio”di Heidenheim situato in Baviera, del quale fu badessa, come ricordato nel Martirologio Romano:

“Nel monastero di Heidenheim nella Franconia in Germania, santa Valpurga, badessa, che, su richiesta di san Bonifacio e dei suoi fratelli i santi Villibaldo e Vinebaldo, dall’Inghilterra venne in Germania, dove resse saggiamente due monasteri, di monaci e di monache”

Il primo maggio di novantuno anni dopo la morte di Valpurga, la santa salma venne trasferita, per ordine del vescovo della diocesi di Otgar, nel monastero a lei dedicato situato nella città di Eichstätt e le altre reliquie vennero, invece, inviate in Francia e nelle Fiandre per volere di Carlo III detto “Il Semplice”.

Santa Valpurga è stata investita di capacità taumaturgiche miracolose a causa di un evento che appare privo di ogni razionale spiegazione e per questo alla monaca viene attribuito l’aggettivo di “soccorritrice” dei sofferenti. 

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 Santa Valpurga in Goethe

Centrale è il richiamo Walpurgisnacht rinvenibile nell’opera composta da 12.111 versi del drammaturgo tedesco Johann Wolfgang von Goethe, “Faust” (1808) all’atto I del poema drammatico: 

La notte di Valpurga

(Montagne dello Harz, paese di Scirke ed Elend)

MEFISTOFELE. Tienti saldo al lembo del mio mantello. Qui su a mezzo la costa è una roccia da dove

vedrai con tua gran maraviglia come Mammone arda per tutta la montagna.

FAUST. Che strano chiarore si accende colaggiù alle falde, e s’interna fin entro le più profonde gole

del monte! Là sorge un fumo, colà esalano pingui zolfi; e da quel lato balena fuori dai vapori

una luce che, trasformandosi, ora discorre per l’aria in sottili filamenti, ed ora prorompe a

guisa di grandi polle d’acqua. Ivi se ne va via serpendo per la valle, diramata in cento

rigagnoli, e là oltre, s’ingorga e frange giù tra i macigni. Qui da presso piovigginano

scintille, simili a sparnicciata arena d’oro. — Ma guarda, come quella petrosa giogaja si

affuoca tutta lunghesso la cima!

MEFISTOFELE. Non ti pare che il nostro Mammone abbia superbamente illuminato la sua reggia per

simil festa? O tua gran ventura che hai veduto questo! Parmi già udire il furibondo accorrere

dei convitati.

(…)

AMBO I CORI.

Le stelle fuggono, l’aer s’abbonaccia,

La luna vela la mesta sua faccia.

Ronzando i magici festivi cori

Sprizzan per l’ombre infiniti fulgori.

VOCE (all’ingiù).

Aspetta, aspetta! Deh, siimi cortese!

VOCE (all’insù).

Laggiù chi grida tra l’orride scese?

VOCE (all’ingiù).

Teco mi togli! deh, teco mi togli!

Da trecent’anni vo su per gli scogli

Né posso al sommo condurmi; e starei

Pur volontieri lassù co’ par miei!

AMBO I CORI.

Porta la scopa, la forca, il bastone;

Per l’aer valica ratto il caprone.

Se per salir non sai oggi aver ali,

Tu se’ spacciato, in eterno non sali.

SEMISTREGA (all’ingiù).

Io, da gran tempo per sorger mi affanno

O quanto gli altri già innanzi mi stanno!

Senza riposo è la tresca de’ piedi,

E son pur sempre quaggiù, come vedi.

CORO DI STREGHE.

Le streghe tiran vigor dagli unguenti;

Per vela un cencio puoi spargere ai venti;

E buona barca di un truogolo fai.

Chi non vola oggi non vola giammai.

AMBO I CORI. 

E quando sòrti sarem su l’altura

Radiam col volo la vasta pianura;

Tutta copriam la campagna via via

Col nostro stormo di stregoneria. 

MEFISTOFELE. Vedi l’affollarsi, l’urtarsi, il rimescolarsi che costoro fanno. E strillano e mugolano e

cinguettano e ronzano e zufolano; e sfolgorano e sfavillano, e putono ed ardono! Oh, il

grandissimo indiavolio! Tienti bene stretto a me che non ci smarriamo nella folla. Olà, dove

sei tu?

FAUST (di lontano). Qui!

MEFISTOFELE. Po’! già trasportato fin là? Or via, qui mi convien fare da padrone di casa. Largo! il

cavalier Volante! su largo, graziosa marmaglia! Fate strada! Qua, dottore, afferrami, e d’un

salto vediam di gettarci fuori di questo scompiglio, ch’io medesimo mal so reggere a tante

mattezze! Quindi poco discosto splende non so che cosa di un lume così nuovo, ch’io mi

sento trarre verso quel prunajo. Vientene, vientene! facciamo di guizzare fin là.

FAUST. O viluppo di contraddizioni che tu se’! Ma va, fa di me il piacer tuo. Gran senno è il nostro

veramente! C’inerpichiamo sul Brocken per godere della Valpurga, e nel bello dello spasso

ne piace star soli.

MEFISTOFELE. Eh via, mira là quelle fiamme tutte screziate! Sono una briosa combriccola; e ben sai

che in piccola compagnia l’uomo non è solo.

FAUST. Io nondimeno n’andrei più volentieri lassù. Già veggo levarsi la vampa, e avvolgersi il

fumo; — ed oh, come tutti traggono in calca verso il Maligno! Là certo vi si deono

sciogliere molti enigmi.

MEFISTOFELE. E del pari molti enigmi vi si avviluppano. Or tu lascia fervere il gran mondo; e noi

c’incantucceremo qui in pace; che già per antico l’uomo gode di comporsi un suo piccolo

mondo nel gran mondo. Veggo colà alcune giovani stregoncelle tutte nude, ed altre vecchie

che fanno gran senno a coprirsi. Or tu sii cortese per amor mio, e per poca fatica avrai gran

diletto. Odo risonare non so che istrumenti. Che maledetto baccano! Ma bisogna

assuefarvisi. Vien via meco, vieni: egli non c’è scampo. Io vo innanzi e t’introduco alla lor

compagnia: e tu mi avrai nuovo obbligo di nuovi servigi. Ehi, che ne dici, amico? Ti par egli

un picciol luogo questo? Tendi l’occhio in là, a pena ci vedi in fondo. Un centinajo di fuochi

ardono tutti in fila, e vi si balla, vi si ciancia, vi si cuoce, vi si bee, vi si fa all’amore. Or mi

di’ se potremmo star meglio altrove?

Un’altra scena dell’ATTO II dell’opera sarà intitolata “ klassische Walpurgisnacht”.

Nell’opera, Mefistofele trascina il sapiente dottor Faust con sé sul Blocksberg per stordirlo e fargli dimenticare il suo amore per Margherita; ma l’amore del protagonista è assai maggiore di quanto Mefistofele possa immaginare e, durante i balli e le voci “stregate”, affiorerà nel protagonista l’immagine dell’amata Margherita.

L’ambientazione vedrà, dunque, una stretta correlazione con la parte folkloristica e superstiziosa legata al culto ancor ‘oggi celebrato nella notte intercorrente tra il 30 aprile ed il 1° maggio.

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Altri riferimenti teatrali e culturali

Noto è, altresì, il riferimento del drammaturgo americano Edward Albee ( 1928-2016) il quale nella sua opera teatrale del 1962 “Who’s afraid of Virginia Woolf?” (Chi ha paura di Virginia Woolf?) al quale si è ispirato l’omonimo film interpretato da Richard Burton ed Elizabeth Taylor.

La notte di Valpurga è, inoltre, il titolo del romanzo di Gustav Meyrink pubblicato nel 1917; 

incentrato cronologicamente su questa ricorrenza è il racconto “I sogni nella casa stregata” a firma del critico letterario, poeta e saggista statunitense Howard Phillips Lovecraft.

Non di minor importanza risulta essere “La terza notte di Valpurga”, raccolta di scritti editati tra il 1933 ed il 1952 e che Karl Kraus dedicò all’avvento del nazionalsocialismo e di Hitler all’interno della quale vengono denunciate le barbarie che hanno connotato l’olocausto e la storia del regime totalitario nazista.

Numerosi sono i riferimenti che si riscontrano in ambito musicale dedicato alla notte di Valpurga, altresì conosciuta come “notte delle streghe” o “Halloween di primavera”.

Attenzione merita, a tal proposito, Felix Mendelssohn Bartholdy che ha musicato una ballata per soli, coro e orchestra sul testo di Goethe, “Die erste Walpurgisnacht”.

Il quintetto rock inglese degli anni Sessanta, Procol Harum pubblicarono un disco dal titolo “Repent Walpurgis” il quale conteneva un brano strumentale nel quale era inserito l’inizio del preludio n° 1 in do maggiore di Bach da “Il clavicembalo”.

Walpurgis era anche il titolo originale della traccia intitolata, successivamente, War Pigs (tratta dall’album Paranoid) della band heavy metal britannica, Black Sabbath: a tal proposito il bassista del gruppo Geezer Butler dichiara che la scelta del titolo gioca sull’analogia tra un sabba di streghe e i potenti del mondo configurabili come politici o colletti bianchi.

Walpurgisnacht” è anche il titolo del primo singolo estratto dall’ album “Luna” (2014) prodotto dalla band Pagan Folk tedesca, Faun ed il videoclip ufficiale del singolo sarebbe incentrato sulle celebrazioni del culto pagano legato a questa ricorrenza.

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Il culto di Santa Valpurga e riti magici

La primavera è, sin dall’antichità, la stagione della rinascita e, dunque, dedicata alla fioritura della terra ed alla fertilità.

Alcune fonti d’origine gaelica del X secolo affermano che i druidi – sacerdoti che presidiavano le cerimonie religiose e rituali – accendevano dei falò sulla cima dei colli ove vi conducevano il bestiame del villaggio per purificarlo in segno di buon auspicio per il raccolto estivo.

Nel tempo, alla festa dedicata alla Santa benedettina Valpurga si sovrapposero altre cerimonie come quella celtica di Beltane, la quale – con la medesima cadenza annuale – celebra l’amore, il corteggiamento, l’unione e la nascita.

Una importante celebrazione di Beltane si tiene ogni anno – nella notte del 30 aprile – a Calton Hill, a pochi chilometri da Edimburgo (Scozia); alla cerimonia, secondo le statistiche, partecipano circa 15.000 persone.

Beltane è una festività prettamente britannica e irlandese, che trova l’eccezione del festeggiamento presso i Cornici, i Bretoni ed i Galli: questi, infatti, non celebravano questa ricorrenza, pur prevedendo una festività che era fondata su rituali analoghi. 

Fonti di origine teutonica risalenti al V secolo ca. attribuivano a questa notte il momento di malvage creature identificate come “streghe” che uscendo dai loro rifugi, per l’occasione, si recavano sul monte ove compivano balli attorno ai falò: la tradizione germanica riprende quella teutonica trovando riscontro in prossimità del monte Brocken, situato nell’area settentrionale della Germania, dove venivano accesì falò e venivano dedicati canti e balli in onore della divinità lunare.

Attualmente, la notte di Santa Valpurga è festeggiata in Svezia, dove assume il nome di “Valborg” e dove risulta essere radicata nella tradizione culturale universitaria di Uppsala e Lund: gli studenti, in concomitanza con il giorno che nell’Europa meridionale è stato designata come Calendimaggio, festeggiano il termine dell’anno accademico con delle imprese sportive, mediante zattere allegoriche, discendendo il fiume Fyrisån e rallegrano la giornata dedicata agli studenti assaporando piatti tradizionali, cantando, ballando e svolgendo gesti rituali guidati dal rettore universitario.

[nextpage title=”Le cerimonie di Santa Valpurga e il satanismo”]

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Walpurgisnacht, le cerimonie legate al satanismo e la cronaca nera del satanismo acido

La notte di Santa Valpurga è altresì ricordata per le cerimonie di matrice esoterica che, secondo le fonti, si svolgerebbero in questa occasione: il culto satanista di cui  Anton Szandor Artur LaVey è il capostipite, consideravano Walpurgisnacht come una delle tre ricorrenze annuali principali; tale affermazione è rinvenibile nel tomo “The Satanic Bible”, pubblicato da LaVey nel 1969.

La cronaca riferisce che, in occasione di questa giornata, moltissime sette appartenenti ai cosiddetti “culti abusanti” svolgono sacrifici di gatti, ovini e caprini: di qui è nato il ricorrente appello di associazioni animaliste come l’A.I.D.A.&A. che si rivolgono ai detentori di animali domestici e, in particolare, di felini di colore nero chiedendo di prestare attenzione ai loro amici a quattro zampe in questi particolari giorni che precedono la notte di Valpurga; l’appello viene rinnovato ogni anno in occasione dell’altro importante sabba coincidente con il 31 ottobre:  “Samhain” altresì conosciuto come “Halloween”. 

La cronaca nera ha riportato negli anni notizie sconvolgenti che hanno avuto come protagonisti i culti abusanti con particolar riferimento al satanismo “acido” proprio degli adolescenti che compiono, molto spesso, rituali “fai da te” che hanno ad oggetto lo spargimento di sangue animale.

Leggi anche: La stregoneria nella Bibbia – storie di streghe e di maghi

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Antonia Depalma
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