Louisa May Alcott reporter in Italia

Al termine del racconto Borse da viaggio di Louisa May Alcott riassume tutti gli eventi a cui ha assistito durante il suo secondo viaggio in Europa tra il 1870 e 1871:

Tre donne, profondamente diverse in tutto, erano vissute felicemente assieme per dodici lunghi mesi, avevano viaggiato senza nessuna protezione per terre e mari, avevano sperimentato due rivoluzioni, un terremoto, un’eclissi, un’inondazione, senza andare incontro a perdite, senza disavventure, senza liti o disappunti degni di nota.

Ebbene sì, perché durante la loro permanenza sul vecchio continente le sorelle Alcott e la loro amica Alice Bartlett sono testimoni di questi grandi avvenimenti storici.

Si erano imbarcate a New York, il 1 aprile 1870 sul piroscafo francese Lafayette che le portò oltreoceano dopo ben 10 giorni di traversata.

Louisa rimase chiusa nella sua cabina per tutto il periodo in attesa che il mal di mare e il brutto tempo  le dessero tregua. Arrivati nel bacino di Brest, si stabilirono per un periodo in Bretagna con l’intento di visitarla.

A giugno le tre americane si spostarono verso sud attraversando Blois fino a Bex, una località vicino a Vevey, dove si fermarono nel confortevole Hotel del Bains.

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La guerra franco-prussiana

Il 15 luglio 1870 Napoleone III dichiara guerra alla Prussia. La Svizzera è un porto sicuro ma le conseguenze della guerra si fanno sentire anche lì.

La guerra lungo il Reno sta portando truppe di viaggiatori in Svizzera per cercare rifugio, e tutte le grandi città sono piene di gente che fugge dalla Germania. Quindi, quando agosto sarà finito, proseguiremo verso l’Italia e troveremo un posto caldo per il nostro inverno. In qualsiasi momento ventiquattrore ci portano nel Sempione, quindi sediamo a nostro agio e non ci preoccupiamo per la vecchia Francia e per la Prussia. Si dice che la Russia abbia aderito alla guerra, ma l’Italia e l’Inghilterra non si intrometteranno, quindi possiamo fuggire verso entrambe in caso di pericolo.

Così Louisa tranquillizza i genitori a casa.

Purtroppo agosto le ritrova ancora in Svizzera, hanno solo cambiato albergo stabilendosi alla pensione Paradiso di Vevey, per la posta e i soldi si appoggiano in Inghilterra da dove è più sicuro farsi recapitare il necessario.

Le notizie sui giornali parlano di una situazione molto brutta in cui versa la Francia, si dice che la Principessa Clotilde di Savoia sia passata da Ginevra con molti bagagli, fuggendo verso l’Italia, che la settimana precedente una vettura con gli stemmi imperiali sia passata vicino Vevey, di notte, e sembra fosse Matilde Bonaparte con altri reali, in fuga da Parigi.

I giornali ci dicono che i francesi hanno perso due grandi battaglie, i prussiani sono a Strasburgo e Parigi è sotto assedio. I giornali sono anche pieni di messaggi teatrali da parte dei francesi al popolo, in cui chiedono loro di presentarsi e lasciarsi massacrare per “La Patrie”, e sobri e freddi rapporti dei prussiani. Io sto dalla parte dei prussiani, perché hanno simpatizzato per noi nella nostra guerra, mentre il vecchio Napoleone no. Immagino che otterrà un disastro, e se lo merita. Evviva la vecchia Prussia!

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I combattimenti continuano tra francesi e prussiani senza esclusione di colpi e in una guerra in cui non si riescono a intravedere spiragli. È una Louisa preoccupata quella che scrive a casa il 10 settembre 1870:

Dal momento che tutta l’Europa sembra andare incontro alla distruzione, prima che questo accada, mi affretto a scrivere qualche riga. Intendiamo oltrepassare le Alpi la prossima settimana, se il tempo e la guerra lo permetteranno perché ci teniamo a vedere Milano e i Laghi, anche se dovessimo tornare indietro senza uno sguardo su Roma. Il Papa sta cominciando a rianimarsi, e Italia, Inghilterra e Russia sembrano pronte a unirsi alla guerra ora che la Francia è in crisi. Pensa a Parigi bombardata e distrutta come Strasburgo.

Poi la resa di Napoleone lascia intravedere qualche speranza ma le ragazze dovranno attendere la presa di Roma per fare il loro ingresso in Italia.

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Finalmente in Italia!

Sappiamo che l’8 ottobre sono sul lago di Como e che nella seconda metà di ottobre visitano Milano, Parma, Pisa, Bologna e Firenze.

Il 10 novembre arrivano a Roma dove prendono in affitto un appartamento di Piazza Barberini che si affacciava sulla fontana del Tritone.

Il placido soggiorno delle americane fatto di lezioni di disegno, gite fuori porta e visite ai musei, viene bruscamente interrotto dalla notizia, la mattina del 28 dicembre 1870, dell’inondazione del Tevere. Il fiume aveva cominciato a straripare nella parte sud della città, la gente che viveva appena fuori le mura era annegata e nel Ghetto la situazione era drammatica.

Senza fare alcun accenno all’eclissi solare totale del 22 dicembre, la Alcott racconta che la piena raggiunse i diciassette metri e sembrava di essere a Venezia: le strade erano allagate, la gente cercava di mettersi in salvo scendendo dalle case con per mezzo di scale a pioli, alcuni rimanevano affacciati dai balconi non sapendo cosa fare; Piazza del Popolo era un lago, dalla prova del Popolo aperta, entrava un torrente fangoso, trascinando verso il Corso mucchi di fieno, tronchi d’albero e animali annegati.

I soldati erano mobilitati e lavoravano di buona volontà per mettere in salvo quanta più gente possibile e di consegnare del cibo agli affamati e ai bisognosi, mentre i preti assistevano alla scena considerandola una punizione divina per il trattamento reso al Papa con la presa di Roma e rifiutandosi di pregare per il popolo.

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La visita del Re

Un altro grande evento si aggiunse alla lunga lista di quelli che le tre turiste poterono annoverare e cioè la visita del re Vittorio Emanuele alla città di Roma e alla popolazione colpita dall’alluvione.

Era atteso per il dieci gennaio, ma quel cuore gentile non poté aspettare, e appena la strada fu praticabile, giunse con 300.000 franchi in mano per aiutare i suoi poveri romani. Arrivò alle 4 del mattino e, sebbene non fosse atteso, la notizia si propagò per la città e una gran folla uscì con le torce per scortarlo fino al Quirinale.

 Louisa rimase molto colpita dal gesto e dai modi del Re d’Italia al quale trova si addicesse l’appellativo di “Re Galantuomo”:

Vittorio Emanuele uscì e s’inchinò al suo popolo che non stava più in sé dalla gioia. Era vestito in borghese, forte, bruno e militaresco, non così brutto come lo facevano i ritratti, sebbene non fosse davvero un Apollo.

Dopo un breve e pittoresco soggiorno ad Albano, le americane lasciano l’Italia alla volta di Londra. A maggio Louisa si imbarca da sola per fare ritorno a casa.

Borse da viaggio

Il libro del 1872, Shawl Straps o Borse da viaggio,[1] ripercorre le tappe del viaggio fatto l’anno precedente: dallo sbarco in Bretagna, al passaggio per Parigi, fino all’arrivo in Italia con un intermezzo svizzero. Il Duomo di Milano paragonato a un immenso dolce di nozze e il campanile di Giotto a Firenze a una scatola da lavoro sono solo alcune delle curiose osservazioni di questo singolare trio di viaggiatrici prima di giungere a Roma dove trascorrono l’inverno per poi proseguire per Londra. Il bilancio è positivo e il libro si conclude con un caloroso invito alle consorelle americane a mettersi in viaggio anche loro, armate solo di coraggio, buonsenso e gentilezza, e che si traduce presto in dichiarazione patriottica:

Care Amanda, Matilda e Lavinia, perché rimandare? Non aspettate nessun uomo, prendete i vostri risparmi e spendeteli in qualcosa di meglio che le raffinatezze di Parigi, i gioielli di Ginevra o le reliquie di Roma. Portate a casa bauli vuoti, se volete, ma la testa piena di idee nuove e più grandi, di cuori più ricchi di quella cordialità che rende tutto il mondo più gentile…

…portate a casa nel nuovo continente, la grazia, la cultura e la salute che farà delle donne americane quello che adesso vorrebbero essere: le più coraggiose, le più intelligenti, le più felici e le più affascinanti donne del mondo.

 

Bibliografia

Angelici Romina, Non ho paura delle tempeste. Vita e opere di Louisa May Alcott, Flower-ed, Roma, 2018.

Cavalieri Raffaella, “Piccole donne in viaggio”, saggio contenuto in Borse da viaggio di Louisa May Alcott, Robin edizioni, Torino, 2020.

Saxton Martha, Louisa May Alcott, una biografia di gruppo, Jo March edizioni, 2019, Città del Castello, pagg. 281-288

 

Leggi anche… Downton Abbey tra finzione e realtà.

 

[1] Recentemente tradotto in versione integrale da Raffaella Cavalieri per Robin Edizioni.

Autore

Romina Angelici
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