Rosazza, il misterioso borgo progettato dagli spiriti

 

In Piemonte, in provincia di Biella, nell’alta Valle Cervo, si trova un piccolo borgo di soli 90 abitanti, definito da molti il borgo più misterioso d’Italia: Rosazza.

La Rennes – les – Chateau italiana (come è stata rinominata dalla rivista Fenix), deve la sua notorietà a Federico Rosazza Pistolet (1813-1899), Senatore del Regno, membro della Giovane Italia mazziniana e Gran Maestro Venerabile della massoneria biellese, che fece costruire numerose opere nella Valle Cervo, in molte delle quali si riscontrano simboli legati alla massoneria e all’occultismo, interessi che egli condivideva con un suo caro amico, il pittore e architetto Giuseppe Maffei.

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Federico Rosazza Pistolet

Federico Rosazza e gli spiriti

Nei suoi interventi urbanistici, Rosazza Pistolet fu influenzato da due correnti: la massoneria e lo spiritismo, frutto, quest’ultimo, della frequentazione da parte del Maffei dei salotti della esoterica Torino, in cui questa pratica era diffusa.

L’elemento più bizzarro della costruzione o meglio ricostruzione del piccolo borgo, è che tutte le opere che Rosazza Pistolet fece edificare furono, come testimoniato dagli scambi epistolari con Maffei, “dettate dagli spiriti”, dato che i progetti urbanistici e i dettagli delle costruzioni architettoniche vennero definite in sedute spiritiche durante le quali Giuseppe Maffei interpellava gli spiriti guida che erano principalmente tre: Ida, la giovane figlia di Rosazza defunta prematuramente nel 1864, Agostino, compagno di gioventù di Rosazza che, a sua volta, interpellava un terzo spirito ancora più misterioso, l’Angelo di Volterra, forse un avo del Maffei.

Pare che le indicazioni fornite dagli spiriti non fossero soltanto di carattere generale, ma anche molto specifiche: spesso, ad esempio, lo spirito di Agostino si soffermava nei dettagli, descrivendo la conformazione della piazza o le decorazioni delle fontane.

Gli ingenti lavori, finanziati da Rosazza Pistolet, furono svolti in gran segreto, poiché pare che gli spiriti avvisarono in più occasioni il Rosazza e il Maffei di nemici nascosti nell’ombra e intenti a tramare contro l’edificazione della chiesa e delle altre modifiche. In una dichiarazione dello spirito di Volterra, riferita da Agostino a Rosazza nel corso di una seduta spiritica, leggiamo: “O Federico, noi abbiamo dei nemici attivi e segreti i quali operano con fini malvagi e fanno operare con malvagità i mortali che li ubbidiscono”. Non è chiaro se i presunti nemici fossero o meno umani tuttavia, quel che è certo, è che i lavori intrapresi a Rosazza non erano ben visti né dal clero – il Vescovo non presenziò all’inaugurazione ufficiale della nuova chiesa – né da molti notabili della zona.

I principali interventi suggeriti dagli spiriti e attuati da Rosazza e Maffei furono:
  • l’edificazione di una nuova chiesa al posto del precedente cimitero, che nel 1874 venne spostato sulla riva sinistra del fiume Cervo e collegato al paese con un ponte a tre arcate;
  • l’erezione del palazzo comunale sul luogo in cui sorgeva la vecchia chiesa abbattuta nel 1880, risparmiando però il campanile che divenne una torre civica;
  • la costruzione di numerose “fontane parlanti”.
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    Free image Masonic Order of the Eastern Star

Il percorso iniziatico, le  rose e le  stelle

Quello che si snoda fra i monumenti esoterici di Rosazza è un vero e proprio percorso iniziatico. Passeggiando per il piccolo comune notiamo, innanzitutto, che è ricchissimo di simbologia massonica. In particolare, i simboli maggiormente presenti sono le rose e le stelle, richiamo anche allo stemma della casata dei Rosazza. La stella a cinque punte simboleggia il pentalfa pitagorico, chiamato nella simbologia massonica “Stella Splendente”, che indica la luce che illumina la strada poiché, attraverso la conoscenza, gli uomini vengono guidati da una stella in una notte scura. Il messaggio è particolarmente esplicito nella cosiddetta “Fontana della Stella” sulla quale è inciso: “Era dispersa nel creato/or mi guida/ Rosazza Federico”. Ad essere dispersa nel creato era la conoscenza, diventata poi elemento di guida, vera e propria stella polare per l’iniziato, in questo caso Rosazza.

La fontana della stella

Anche la rosa ha una profonda valenza simbolica e viene in genere utilizzata per indicare l’amore trionfante, sia sacro che profano. Il riferimento più immediato, in questo caso, è all‘antico ordine dei Rosacroce e il “Cavaliere Rosa-Croce” è la denominazione del 18° grado della massoneria del “Rito Scozzese Antico e Accettato”.

Il sagrato della chiesa

La scoperta del misterioso paesino di Rosazza inizia dal sagrato della chiesa dove sono collocati dodici cippi dendriformi, ovvero dalla forma di albero, che rappresentano simbolicamente una foresta, la “selva oscura”, in cui il profano è perso prima di essere iniziato. Il numero 12 ha una forte valenza simbolica e indica la ricomposizione della totalità originaria, è il numero cosmico dell’ armonia e completezza.

Cippo dendriforme

La pavimentazione di ciottoli bianchi e neri simbolo della dualità, rappresenta un roveto privo di fiori mentre, in una formella successiva, il medesimo roveto appare fiorito. I due riquadri sono inframmezzati da una scala a pioli a cinque gradini. La scala è un simbolo massonico che indica progressione, trasformazione ed evoluzione. In questo caso, il passaggio dai rovi alle fronde fiorite indica un’evoluzione individuale, il passaggio “oltre” o, forse, la possibilità di una vita oltre la morte. Ancora: sul colonnato che, a destra della facciata della chiesa, conduce alla cosiddetta “Via Pulchra”, sono poste le statue di Rosazza e Maffei, tra le quali vi è quella di uno scalpellino intento a squadrare una pietra grezza: chiaro riferimento alla tradizione alchemica e muratoria.

https://axismundi.blog/2018/10/25/rosazza-bi-un-gioiello-di-pietra-tra-massoneria-e-spiritismo/

Capitello raffigurante Rosazza e uno scalpellino

All’entrata della luogo sacro notiamo una epigrafe, in cui la chiesa viene definita templum”, un termine che rimanda inequivocabilmente alla massoneria. Entrando, si ammira il magnifico cielo stellato, dipinto da Giuseppe Maffei in modo realistico, in cui si possono identificare le costellazioni. E’ un chiaro richiamo alla volta stellata presente nei templi massonici.  Sulle colonne sono stati scolpiti degli intrecci di corde, che ricordano i cosiddetti “laghi d’amore”, simbolo massonico di fratellanza.

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https://www.newsbiella.it/2015/11/19/leggi-notizia/argomenti/valle-cervo/articolo/per-la-chiesa-di-rosazza-serve-un-intervento-conservativo.html

La volta stellata all’interno della chiesa.

Nel passaggio posteriore alla chiesa si trova la via Pulchra o via della conoscenza, alla cui fine vi è un portico che fornisce l’accesso alla piazza. In questa via campeggiano una grande stella a cinque punti e, sulla parete vicina, uno svastica, antico simbolo solare. Ma i simboli non finiscono qui dato che sul frontone che immette nel sottoportico, tra i tralci, appare circondato da raggi un occhio onniveggente, collocato tra le date della ristrutturazione.

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https://whiterabbitevent.it/2017/06/17/le-magiche-fontane-parlanti/

Le fontane parlanti

Altra caratteristica di Rosazza è la presenza di numerose fontane “parlanti”, definite cosi’ perché contengono un cartiglio su cui sono scritte alcune frasi che richiamano alla tradizione muratoria. Le fontane sono tutte differenti tra loro, ma contrassegnate sempre dagli stessi simboli, la rosa e la stella a cinque punti.

Accanto alla chiesa nuova spicca la Fontana della fede con la statua della prima delle tre virtù teologali, alcune rose e un bassorilievo alla base con Adamo con la testa coronata di foglie di acacia (elemento maschile) ed Eva con in capo una rosa (elemento femminile). È riportata la frase “quemadmodum desiderat cervus ad fontes aquarum – ita desiderat – anima mea ad te Deus”, che, secondo i Salmi di Davide, significa “Come il cervo aspira/desidera le sorgente d’acqua, cosí l’anima mia sospira per voi, Dio mio”.

Entrando nel paese, ci s’imbatte nella fontana detta delle Balmacce, dedicata a San Giovanni Battista e alla Madonna Nera di Oropa il cui santuario mariano dista da Rosazza solo 13 km, mentre San Giovanni Battista è il patrono della Massoneria. Inoltre, scolpita nella pietra, una melagrana, simbolo di unità e fratellanza.

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https://primabiella.it/altro/alla-scoperta-dei-segreti-di-rosazza/

Tre arcate per il ponte

Il ponte ha da sempre rappresentato, da un punto di vista simbolico, l’archetipo del passaggio nell’oltre, poiché connette  due rive opposte, due mondi.  Il ponte di Rosazza, che collega il paesino al cimitero, ha tre arcate e al suo ingresso si trovano delle  clessidre che simboleggiano l’incedere ininterrotto il fluire del tempo, che è ciclico e in eterno movimento. Sui parapetti vi sono le stelle a cinque punte, mentre sul sentiero in acciottolato sono tracciati, con pietre di colore bianco, 13 cerchi inframmezzati ad altri di diverso colore. Il 13 rappresenta simbolicamente l’Alchimista, la morte materiale che in alchimia è caratterizzato dal processo della nigredo che precede la rinascita e contiene in sé il principio dell’inevitabilità del cambiamento. I tredici tondi sul selciato del ponte scandiscono il percorso del defunto che si dirige verso la sua ultima dimora, ma che va anche verso una rinascita.

Il cimitero

Il cimitero presenta un fascino particolare, si sviluppa su tre livelli ed evoca, nel piano intermedio, la tematica della sofferenza e del dolore. All’interno si trovano alcune tombe massoniche, mentre nella parte centrale troviamo delle lacrime di pietra bianca che circondano alcune panche e che sono simboli massonici, perché oltre a rappresentare la pietas, possono essere considerate come la pioggia e la rugiada che rappresentano l’aspetto della discesa dello spirito.

https://siviaggia.it/borghi/rosazza-borgo-massonico/159268/

Il castello e il palazzo comunale

Concludiamo la scoperta di Rosazza con il suo castello e palazzo comunale.

Il castello fu progettato da Giuseppe Maffei utilizzando il tema dell’estetica della rovina: false muratura sbrecciate finti colonnati ed architravi, che hanno il fine di richiamare gli antichi templi di Paestum. L’arco di accesso al castello riproduce quello etrusco della città di Volterra; qui campeggiano le teste di tre valligiane con una stella a cinque punte tra i capelli.

Il palazzo comunale, anch’esso progettato dal Maffei nel 1880-81 e dove pare che Federico Rosazza tenesse le sue riunioni massoniche, ha una torre con merlature ghibelline e una scala di marmo bianco che fornisce l’accesso ai piani superiori, con chiari riferimenti alla Loggia e all’esoterismo. L’attuale palazzo comunale, fu voluto in origine da Rosazza per ospitare la sede del municipio di Piedicavallo, paese dal quale al tempo il comune dipendeva amministrativamente. L’edificio divenne invece sede del comune di Rosazza nel 1909 a seguito dell’autonomia comunale ottenuta nel 1906.

La torre civica

Insomma, il paese di Rosazza è sicuramente un luogo ricco di fascino e mistero: passeggiare per le sue strade è un’esperienza imperdibile per chiunque si interessi di mistero e esoterismo.

Bibliografia:

  • Il Segreto della Rosa” di Angelo Stefano Bessone e Sergio Trivero, DOCBI Centro Studi Biellesi, 2001 ;
  • “Rosazza (BI): un gioiello di pietra tra massoneria e spiritismo” di Roberto M. Eusebio e Gian Mario Mollar https://axismundi.blog/2018/10/25/rosazza-bi-un-gioiello-di-pietra-tra-massoneria-e-spiritismo/
  • Giuseppe Maffei, Gianni Valz Blin,  Biella, Eventi & progetti, 2001, pp. 18-22;
  • Guida Torino – Rosazza: in Piemonte il borgo più misterioso d’Italia https://www.guidatorino.com/rosazza-piemonte-il-borgo-piu-misterioso-italia/
  • https://www.galleriarosazza.com/locanda/

Autore

Alessia Cantagallo
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