Streghe, segale e LSD – Il segreto della caccia alle streghe

Che cosa collega le  streghe, la  segale e l’LSD? La risposta, incredibile, è: la caccia alle streghe.

Ma facciamo un passo indietro nella storia, e torniamo al gelido passato…

Thames Frost Fair (in un’immagine del 1683-84)

La piccola era glaciale

Oggi il clima per una convergenza di fattori tende a un progressivo surriscaldamento della Terra, però non tutti sanno che per un lungo periodo, non ancora troppo lontano da noi, si è vissuto un problema esattamente opposto: per un arco di tempo che va circa dalla metà del XIV alla metà del XIX secolo (anche se gli studi sulle date non sono concordi) c’è  stata un’improvvisa e brusca diminuzione delle temperature, portando una vera e propria piccola era glaciale. Alcuni anni, poi, sono risultati particolarmente freddi, come il famoso 1816, chiamato anno senza estate, durante il quale siè vista in alcune zone persino una strana neve rossa in agosto.

Nell’epoca medievale c’era stato un aumento delle temperature tale da far sciogliere molti ghiacciai e da far salire progressivamente le temperature, ma intorno alla  fine del 1300, la situazione si è repentinamente invertita.

Oggi ci restano molte testimonianze della glaciazione, in particolare in Europa e in Nord America: sono famosi i dipinti di Bruegel, ma anche quelli di vari pittori che ci mostrano laghi e fiumi ghiacciati…  Tamigi compreso.

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Paesaggio invernale con trappola per uccelli, 1565, Pieter Bruegel il Vecchio

I malefici vulcani

Oltre a questa glaciazione, in due periodi si sono verificati ulteriori eventi che hanno peggiorato la già precaria situazione. Si tratta della serie di eruzione di vulcani fra la fine del 1500 e per tutto il 1600 e quella che nel 1815 ha dato inizio all’anno senza estate.

Le eruzioni di Billy Mitchell (Papua Nuova Guinea) nel 1580, di Mount Parker (Filippine) nel 1641, di Long Island (Papua Nuova Guinea) nel 1660 e del Huaynaputina (Perù) nel 1600 ebbero un effetto terribile sul clima mondiale: la grande quantità di ceneri emesse finì nell’atmosfera, oscurando la luce solare per tempi piuttosto lunghi. Queste ceneri talvolta piovevano a al  suolo colorando, come nel 1816, le piogge di tinte purpuree, ma più spesso rimanevano a creare una barriera fisica alla luce, non solo diminuendo le temperature al  suolo, ma anche impedendo alle piante di ottenere il normale irraggiamento.

Le carestie e le contaminazioni della segale

In questo  contesto, si può comprendere come si moltiplicassero le carestie e i raccolti fossero sempre più misteri. Già l’agricoltura si basava su principi ancora arretrati e le sementi utilizzate non avevano rese adeguate, ma anche il  clima ci metteva molto impegno a rendere difficoltose  le coltivazioni.

In centro Europa, dove già l’agricoltura doveva adattarsi a un clima capriccioso, inadatto ad esempio a grano e viti,  anche il cereale maggiormente diffuso aveva seri problemi dovuto all’umidità persistente e allo scarso irraggiamento solare. La segale cresceva poco e male.  E poteva essere conservata anche peggio.

Prima che si arrivasse a un tipo di agricoltura supportata da tecnologia e basi scientifiche, non solo  coltivare era soggetto a molte incognite, ma anche il conservare, soprattutto in situazioni anomale.

Derrate alimentari umide erano a forte rischio di contaminazioni fungine e il peggior nemico della  segale era ed è proprio un fungo…

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La segale e la claviceps.

La segale (Secale cereale L., 1753), conosciuta anche come segala, è un cereale diffuso nelle zone temperate. Ne esitono due varietà, quella invernale e quella estiva. Nell’Europa centrale veniva e viene tuttora coltivata quasi esclusivamente la segale invernale, che può sfruttare meglio l’umidità invernale e resiste meglio a un’eventuale siccità primaverile. La segale estiva viene coltivata solo in regioni con pericolo di gelate tardive e in posizioni montuose esposte. Viene seminata in settembre/ottobre e raccolta in primavera. In tutta l’Europa  centrale è stata scelta perché si adatta meglio del grano ai climi asciutti e ventilati.

Con la segale è possibile panificare, anche se il pane che ne deriva è un po’ diverso da quello di grano, e può essere utilizzata come mangime per gli animali: il suo vero nemico, dunque, non è nel clima freddo, ma in un un fungo, una muffa.

La Claviceps purpurea è un fungo che parassita in particolare la segale e talvolta il grano duro. Il suo nome comune francese, ergot, significa sperone, per la classica forma che ha la manifestazione dell’infestazione, simile a uno sperone attaccato alla pianta.

Proprio questo sperone, che contiene il corpo fruttifero del fungo, è ricchissimo di sostanze alcaloidi che hanno un forte effetto allucinogeno: l’ergotismo è la malattia associata al consumo di derrate contaminate da questi alcaloidi, fra cui l’acido lisergico, precursore dell’alluginogeno LSD.

I sintomi di questa intossicazione vanno da quelli circolatori a quelli neurologici,  fra cui allucinazioni e convulsioni.

Inutile e insufficiente la cottura: le tossine della claviceps sono termostabili e perciò presenti nel pane e nei derivati della segale.

streghe segale lsd
V0044812 A witch making a potion
Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images
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http://wellcomeimages.org
A witch, raising her arm above a cauldron, is making a potion; a young woman is kneeling in front of the cauldron; book and skeleton in the background.
1773 By: John Hamilton Mortimerafter: Dixon.Published: 20 July 1773.
Copyrighted work available under Creative Commons Attribution only licence CC BY 4.0 http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Streghe, segale e LSD

Proprio in corrispondenza dei più grandi ed eclatanti processi alle streghe e ai casi di “isteria da streghe”, è possibile osservare un clima favorevole alla claviceps.

Quello più  famoso è sicuramente il caso di Salem, ma anche in Europa sono stati molti i processi in cui sia le  testimonianze sia le azioni delle presunte streghe si potessero ricondurre a sintomi di ergotismo.

La questione della contaminazione era ben più che un singolo caso: anno dopo anno, anche le sementi contaminate generavano raccolti pericolosi, aiutati dal clima umido e dalle temperature basse.

V0017675 A witch. Oil painting.
Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images
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http://wellcomeimages.org
A witch. Oil painting.
Published: –
Copyrighted work available under Creative Commons Attribution only licence CC BY 4.0 http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

In Italia, dove comunque l’Inquisizione non era meno attiva, benché cattolica e non protestante, negli stessi periodi i casi di stregoneria sono risultati minori: le derrate erano meno contaminate e il clima meno umido non adatto al fungo.

Streghe, segale e LSD sono dunque legati, fornendoci una prospettiva un po’ diversa: la caccia alle streghe non era solo frutto  di menti suggestionabili, dal bisogno di trovare capri espiatori  dei mali che tormentavano i villaggi, ma vere e proprie convinzioni derivate da una malattia.

A peggiorare i sintomi,  poi c’erano carenze alimentari di vitamine che rendevano gli organismi ancora più sensibili agli effetti dell’allucinogeno… insomma, a quanto pare le streghe più che alleate del demonio, erano le figlie di una cattiva alimentazione, di un cattivo clima, della paura rivolta verso il nemico sbagliato.

Leggi anche… Ursula Kemp – storie di streghe vere e di stregoneria

https://www.missdarcy.it/1816-lanno-senza-estate-scrivendo/

https://www.vice.com/it/article/nz3ygx/studio-su-streghe-e-lsd

Antonia Romagnoli
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